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Stop al contante: obbligatorio libretto o conto corrente per i pensionati

pubblicato da il 13 giugno 2012
Stop al contante: obbligatorio libretto o conto corrente per i pensionati

Di proroga in proroga siamo arrivati a giugno, ma la data del primo luglio prossimo sembra davvero quella definitiva. A partire dal prossimo mese, infatti, scatta il divieto per le amministrazioni pubbliche e gli enti previdenziali – quali Inps e Inpdap – di versare ai propri dipendenti (pensionati compresi) somme in contanti se queste superano i mille euro. Si tratta, in pratica, dell’estensione del divieto di pagamento in contanti per cifre ingenti, introdotto con il Decreto Salva Italia di dicembre 2011; si è preferito allungare i tempi per permettere agli istituti bancari di predisporre dei conti correnti senza spese che il Governo stesso ha voluto fossero introdotti, da riservare alle famiglie con un reddito fino a 7.500 euro l’anno e a chi vive con una pensione fino a 1.500 euro al mese.

Se prima della normativa i pensionati con più di mille euro mensili che non chiedevano l’accredito su un conto erano oltre 430mila, le scelte del Governo hanno portato questa cifra a scendere a 25mila unità.

Cosa devono fare i pensionati, una volta creato il proprio supporto bancario? Vediamolo insieme. Se hanno scelto di ricorrere ai servizi delle Poste, devono semplicemente presentarsi allo sportello e comunicare la propria decisione di versare la pensione sul conto, sul libretto postale o sulla carta prepagata; saranno le Poste a darne comunicazione all’ente previdenziale in questione. Se, invece, hanno scelto una banca potranno scegliere tra una carta prepagata e un conto corrente; in entrambi i casi basterà darne comunicazione – inviando il codice Iban necessario per effettuare gli accrediti mensili – all’Inps e all’Inpdap, presso gli uffici o anche online.

Se il conto “base” è un’ottima opportunità per gli anziani di avere un conto corrente senza spendere, è anche vero che si tratta quasi sempre di strumenti con una libertà alquanto limitata: questi conti, infatti, non permettono di staccare assegni o avere una carta di credito, andare in rosso o aprire un deposito titoli.

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