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Nuovo Isee: gli italiani sono diventati ricchi

pubblicato da il 12 giugno 2015
Nuovo Isee: gli italiani sono diventati ricchi

Stando a quanto si legge sui giornali in questi giorni il popolo italiano non è proprio tra i più onesti del mondo: dopo poco più di tre mesi dall’entrata in vigore (il primo gennaio scorso) del nuovo Isee – l'Indicatore della situazione economica delle famiglie italiane, annunciato da anni ma attivo solo dal 2015 – la situazione economica del nostro Paese sembra essersi ribaltata, e gli italiani sembrano diventati tutti (o quasi) ricchi.

Così com’era stato organizzato in origine, l’Isee dava largo spazio all’autocertificazione di redditi e patrimoni, con la triste conseguenza che in moltissimi ne hanno approfittato, usufruendo di contributi statati ed agevolazioni anche quando non di diritto (dagli assegni per la maternità al bonus famiglia e bebè, dal ticket sanitario ridotto o nullo agli sconti sulle tasse scolastiche ed universitarie). Avevamo raccontato, ad esempio, di come l’80% di chi presentava questa dichiarazione dichiarava di non possedere un conto corrente: ebbene, grazie all’Anagrafe dei conti correnti si scopre che questa percentuale non arriva al 30%. Grazie alle nuove minacce di controlli e alla riduzione di procedere con l’autocertificazione, il nuovo Isee ha permesso di far emergere una mole di sommerso davvero ingente.

I numeri parlano chiaro: il Ministero del Lavoro ha negli scorsi giorni divulgato i dati relativi al primo trimestre dell’anno, rivelando che le famiglie senza patrimonio sono passate dal 73% al 24%. Un tracollo impressionante, che chiarisce che, in buona sostanza, due terzi degli Isee degli italiani erano falsi. E che, quindi, i cittadini onesti hanno pagato per anni servizi a famiglie che non avevano alcun diritto alle agevolazioni e alle prestazioni agevolate.

Ricordiamo che le giacenze medie annue, relative al 2014, dei conti correnti vanno comunicate, ai fini dell’Isee, all’archivio rapporti dell’Agenzia delle entrate entro il 30 giugno 2015. Il valore della giacenza media annua si ottiene dividendo la somma delle giacenze giornaliere per 365, indipendentemente dal numero dei giorni in cui il conto corrente o il conto deposito è stato attivo.

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