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La Bce taglia i tassi, cosa accade ai conti deposito

pubblicato da il 13 giugno 2014
La Bce taglia i tassi, cosa accade ai conti deposito

La notizia è ormai nota a tutti e ne abbiamo parlato anche noi qui: la Banca Centrale Europea ha, negli scorsi giorni, ridotto i tassi, portandoli ad un nuovo minimo storico. Quelli di riferimento per i mutui sono passati dallo 0,25 allo 0,15%, quelli per le operazioni di rifinanziamento marginale sono calati allo 0,4% (erano allo 0,75%) e quelli di interesse sui depositi presso la BCE sono addirittura scesi sotto lo zero, a -0,1%.

La domanda, per i cittadini dell’Unione, è scontata: cosa accadrà ai nostri risparmi e ai finanziamenti in corso?

Quello che è bene sottolineare è che non vi saranno ripercussioni nel breve periodo. Se pensiamo ai mutui, ad esempio, quelli già sottoscritti al momento in base al parametro BCE sono pochissimi ed una variazione di 10 punti base porterà, in estrema sintesi, ad un risparmio di qualche euro al mese ai mutuatari. La variazione, di riflesso, porterà ad un abbassamento anche dell’Euribor – cosa quindi positiva per chi ha un mutuo variabile indicizzato a quel tasso – ma i cambiamenti saranno davvero irrisori.

Qualche cambiamento potrebbe esserci sul fronte dei nuovi mutui, quelli ancora da sottoscrivere: davanti a tassi così bassi, le banche potrebbero sentirsi titolate ad alzare i loro spread, vale a dire il loro margine di guadagno, anche per tutelarsi dal rischio dell’arrivo di una clientela più “rischiosa”, attirata dai tassi convenienti.

Il discorso è simile, ma al contrario, riguarda i conti deposito: la discesa in negativo è un’assoluta novità per una Banca Centrale, ed in passato solo la Danimarca, in Europa, aveva tentato una cosa simile. La motivazione di Draghi è chiara: l’obiettivo di questa strategia è evitare che le banche nazionali “parcheggino” il loro denaro in seno alla BCE, inducendole ad investire altrove, facendo circolare il denaro tra di loro, e verso imprese e cittadini. Non vi è, quindi, alcuna volontà di penalizzare il risparmiatore, quanto piuttosto di incentivare la crescita e la ripresa dell’economia europea. Va detto, infine, che anche in questo caso le ripercussioni sui conti deposito già sottoscritti saranno minime.

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