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Jobs act, cosa prevede la nuova riforma del lavoro

pubblicato da il 17 marzo 2014
Jobs act, cosa prevede la nuova riforma del lavoro

Il piano di riforme per il mercato del lavoro, presentato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 12 marzo a Palazzo Chigi, prevede alcuni cambiamenti imminenti, contenuti in un decreto legge, e altri affidati a un disegno di legge delega, che seguirà quindi un iter parlamentare più lungo, che vede 6 mesi a disposizione del governo per adottare i decreti attuativi. Vediamo dunque cosa cambierà nell’immediato, e le riforme in previsione. Il decreto legge agirà principalmente sui contratti a termine e di apprendistato. La durata dei contratti di lavoro a tempo determinato, senza obbligo di causalità, è estesa a 36 mesi. Entro questo arco di tempo sono ammesse fino a 8 proroghe. Viene inoltre fissato al 20% il limite dei contratti a termine ammessi nell’organico di un’azienda. Per quanto riguarda l’apprendistato, cade l’obbligo per i datori di lavoro di confermare gli apprendisti già in azienda prima di assumerne nuovi. La retribuzione dell’apprendista sarà pari al 35% del livello contrattuale di inquadramento. È prevista infine, nell’ottica di una semplificazione burocratica utile alle imprese, la smaterializzazione del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). In materia di retribuzioni, il taglio dell’Irpef porterà un aumento netto fino a 1000 euro l’anno per i lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 1500 euro al mese. È previsto per il 1° maggio l’avvio di Garanzia Giovani, il fondo europeo di 1,7 miliardi destinato ai ragazzi tra i 18 e i 29 anni, per sviluppare nuove opportunità di lavoro, formazione, stage entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione.

Sarà necessario attendere gli sviluppi del disegno di legge delega perché siano ufficialmente introdotte novità in termini di ammortizzatori sociali, riordino delle forme contrattuali, occupazione femminile. Tra i provvedimenti in cantiere l’assegno universale di disoccupazione, in cui convergeranno ASpI e MiniASpI. L’assegno per la disoccupazione involontaria sarà dunque esteso ai contratti co.co.co., e si punta a incrementarne la durata in base alla storia contributiva del lavoratore. Nuove norme in arrivo anche per disincentivare la cassa integrazione, ammessa solo una volta esaurite le possibilità di riduzione dell’orario di lavoro, con una contrazione dei contributi ordinari ma costi per le imprese rimodulati in base all’utilizzo. In programma inoltre l’estensione dell’indennità di maternità a tutte le categorie di lavoratrici e l’abolizione della detrazione per il coniuge a carico, con l’introduzione del tax credit per le lavoratrici (anche autonome), con figli minori, sotto una soglia di reddito stabilita.

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