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Costi e rendimenti di conti correnti e conti deposito, breve guida

pubblicato da il 21 novembre 2016
Costi e rendimenti di conti correnti e conti deposito, breve guida

Quando si sottoscrive un nuovo conto corrente o un conto deposito è importante valutare attentamente tutte le voci di costo e i rendimenti proposti, perché tra le diverse offerte sul mercato la differenza può essere significativa.

L’apertura e la chiusura di un conto corrente sono normalmente gratuite, mentre la prima voce di costo da considerare è il canone mensile, una spesa fissa che può fare la differenza, soprattutto se si pensa che la maggior parte delle banche on line la azzerano. Vanno comunque sempre considerate anche le spese e le commissioni per le diverse operazioni, che possono essere comprese o meno nel canone. Anche in questo caso si va dalla gratuità a costi che dipendono dal numero di operazioni effettuate, fino a chi include nel canone un’operatività illimitata. Un altro costo fisso è l’imposta di bollo annuale, pari oggi a 34,20 euro per tutti i conti correnti privati che superano 5.000 euro di saldo nella media dell’anno. L’estratto conto e le comunicazioni cartacee tra banca cliente possono essere un’altra voce di costo, anche se grazie all’Internet banking sono facilmente azzerabili anche per i conti correnti tradizionali. Infine, un altro elemento di confronto può essere dato dai costi attribuiti a strumenti di pagamento, carte di credito, debito, libretti degli assegni. Possono essere offerti a costo zero, oppure ad attivazione gratuita ma con un canone fisso, oppure essere gratis solo per un primo periodo, come offerta di benvenuto. Il rendimento del conto corrente, calcolato e quantificato a fine anno in base alla giacenza, è pressoché inesistente.

Diversamente, il rendimento di un conto deposito è, com’è ovvio, la prima voce da considerare se si sceglie di vincolare una parte dei propri risparmi. Il tasso creditore lordo annuo, tassato oggi al 26%, può variare, anche all’interno della stessa proposta bancaria, in base alla durata del deposito e alla possibilità di svincolare le somme in tutto o in parte. Maggiore flessibilità corrisponde normalmente a un minore rendimento. Viene di norma applicata un’imposta di bollo pari allo 0,20% dell’importo depositato, mentre apertura, chiusura e gestione del conto sono generalmente gratuite per il cliente.

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