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La Commissione europea discute i costi delle banche italiane

pubblicato il 5 aprile 2011

La Commissione europea ha recentemente criticato l’operato delle banche italiane, che proporrebbero ai propri clienti conti correnti molto più dispendiosi rispetto agli altri paesi dell’UE. Secondo le ultime rilevazioni, il costo medio annuale per mantenere un conto corrente in Italia si attesterebbe sui 292 euro, a fronte di una media europea di 114 euro. Anche i bonifici allo sportello raggiungerebbero costi eccessivi, vicini ai 6 euro, che diventano 3 per il pagamento delle bollette.

L’Antitrust si è messa all’opera per verificare eventuali irregolarità nel comportamento delle banche, ma ha comunicato al contempo che il problema maggiore resta l’assenza di un concreto sistema concorrenziale che garantisca il proliferare delle offerte e la conseguente diminuzione dei costi.

L’Abi – Associazione bancaria italiana – non ci sta e diffonde dati totalmente divergenti rispetto ai numeri comunicati dalla Commissione europea. Un’indagine interna ha infatti rivelato che il costo medio di un conto è perfettamente allineato alla media europea, 114 euro, a cui però vanno aggiunti 34,2 euro di bolli. La cifra sale a 129 euro per chi effettua prelievi presso la filiale, scende a 97 euro per i clienti che effettuano le operazioni on line. Il costo di ogni singola operazione, sempre secondo Abi, si sarebbe ridotto negli ultimi sei anni del 30%, passando da 1,02 euro a 0,70 euro.

A cosa è dovuta una simile differenza nelle rilevazioni? Abi non ritiene attendibili i dati della Commissione, poiché sarebbero ricavati dall’analisi dei prezzi più alti di listino (e non di tutto il pacchetto) con applicate le tasse e non terrebbero in considerazione particolari tipi di conto poco usati all’estero. Probabilmente, bisogna anche considerare la difficoltà di mettere a confronto i servizi finanziari dei differenti paesi europei, a causa delle tipicità dei singoli mercati, nonostante l’introduzione, da parte della Banca d’Italia, di un Indice sintetico di costo che dovrebbe garantire la trasparente comparazione dei conti nel sistema italiano e, di riflesso (almeno in parte), in quello europeo.

Nel frattempo, i consumatori italiani continuano a lamentarsi dei costi applicati dalle banche ai propri servizi, sollevando polemiche soprattutto sulla discussa “tassa sul contante”.

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