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Cosa ricordare per difendere i risparmi in banca

pubblicato da il 14 dicembre 2015
Cosa ricordare per difendere i risparmi in banca

Le tristi vicende legate ai risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e CariChieti, caduti nella rete del decreto Salva-banche, stanno destando la preoccupazione di molti cittadini, timorosi di quello che accadrà ai loro risparmi con le nuove norme sul bail in – di cui abbiamo parlato a lungo – che inseriscono i privati tra i responsabili del salvataggio delle banche in crisi. Ecco di seguito quattro cose da ricordare per evitare ulteriore apprensione.

Ricordate la soglia di protezione dei conti correnti

Prima di farsi prendere dall’allarmismo è bene ricordare che il cosiddetto Fondo Interbancario di tutela dei depositi esiste e funziona. Anche se sono al vaglio ipotesi di creazione di un unico fondo europeo, al momento questo strumento resta la principale forma di tutela per il risparmiatore: fino a 100.000 euro quello che si trova sul mio conto corrente è assicurato e non può essere toccato in caso di default della mia banca. Da qui consegue il primo suggerimento: se possediamo cifre superiori ci conviene dividerle tra più istituti. La differenziazione del proprio portafogli è, in buona sostanza, la principale modalità per stare tranquilli, perché si divide, contestualmente, il rischio.

Altro consiglio: cointestare un conto corrente fa alzare la somma della copertura a 200mila euro, perché viene tutelato il correntista, non il conto in sé; per lo stesso principio, il correntista che ha più conti aperti nella stessa banca deve considerare il saldo totale e non i singoli conti.

Tenete a mente chi rischia di più

Va detto, ad ogni modo, che i correntisti sono gli ultimi soggetti chiamati a rispondere dei debiti di una banca in caso di ricorso al bail in.  L’ordine delle priorità è stato stabilito dall’Unione europea e in prima battuta a rimetterci saranno gli azionisti; a seguire chi ha sottoscritto le ormai famigerate “obbligazioni subordinate” e, subito dopo, i possessori di obbligazioni ordinarie. I correntisti sono gli ultimi da toccare, sempre per ciò che concerne eccedenti i 100mila euro, e se e solo se gli altri soggetti non sono stati sufficienti a risanare i conti. Esclusi dal bail in i titolari di conti deposito (con o senza vincolo), di libretti di risparmio, assegni circolari e  certificati di deposito nominativi.

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