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Conti correnti, l'aliquota sale al 26%

pubblicato da il 2 maggio 2014
Conti correnti, l'aliquota sale al 26%

Avevano giurato il contrario, e un po’ ci avevamo sperato, ma al momento dei conti ufficiali le cose non sono andate come previsto. L’aumento della tassazione delle rendite finanziarie – che, come detto, è passata dal 20% al 26% con l’ultimo decreto – colpirà anche conti correnti e conti deposito.

Ricapitoliamo: il Governo Renzi ha sviluppato un progetto economico il cui cuore è rappresentato da un lato dalle detrazioni Irap e dall’altro dai famosi 80 euro aggiunti alle buste paga degli italiani che guadagnano meno di 24mila euro. Ebbene, la prima parte di manovra sarà finanziata dall’innalzamento dell’imposta sui rendimenti finanziari, portata appunto al 26%.

In questi giorni, con l’arrivo del decreto definitivo, si è però scoperto che questo aumento riguarderà non solo fondi, polizze e titoli azionari, ma anche conti correnti, conti deposito e conti postali. Un vero e proprio dietrofront rispetto a quanto aveva dichiarato il Ministro dell’Economia Padoan giusto qualche settimana fa.

Il nuovo balzello verrà applicato a luglio: gli unici strumenti di risparmio esclusi saranno i Titoli di Stato (che a questo punto tornano ad essere più vantaggiosi ed appetibili, visto che la tassazione è solo del 12,5%) e le forme di previdenza alternativa.

Secondo i calcoli fatti dal quotidiano Il Sole 24ORE, dall’aumento del prelievo sugli interessi per c/c e depositi il Governo raccoglierà 775 milioni nel corso del 2015, e addirittura 1,1 miliardi dal 2016. Numeri elevati, che si aggiungeranno a quanto verrà raccolto dalle tassazioni delle altre forme di investimento degli italiani.

Ma quanto costerà questo rincaro alle famiglie? La Cgia di Mestre ha fatto un po’ di calcoli, scoprendo che su un conto corrente “tipo” si tratterà di pagare circa 1 euro all’anno in più. Se infatti consideriamo che la giacenza media di un conto, in Italia, è di 12mila euro, e gli interessi sono praticamente nulli, circa 15,5 euro l’anno, la tassazione passerà da 3,10 a 4,03 euro. Discorso diverso per i conti deposito, dove tanto gli importi depositati quanto gli interessi sono maggiori: un deposito di 250mila euro, ad esempio, genera un importo dovuto pari a 169 euro l’anno.

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