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Conti correnti dormienti, come recuperarli

pubblicato da il 10 aprile 2015
Conti correnti dormienti, come recuperarli

Forse non ne siete consapevoli, ma esiste il rischio di perdere senza motivo parte dei vostri risparmi. È da tempo che lo Stato ha deciso di rivalersi sui cosiddetti “conti correnti dormienti”, quelli per i quali non si registra alcun movimento – né in entrata, né in uscita – negli ultimi dieci anni. Pur non essendo chiaro dove vengono effettivamente impiegati questi soldi dobbiamo ricordare che i prelievi sono reali ed è bene essere certi di non aver dimenticato qualche deposito, magari ricevuto in eredità.

Partiamo dal prelievo: circa sette anni fa è stato istituito un fondo pubblico per rimborsare le vittime di reati finanziari. Negli intenti iniziali, questo fondo sarebbe stato sovvenzionato sfruttando il denaro dormiente: conti correnti, conti deposito, assegni circolari non incassati, buoni fruttiferi mai riscossi e polizze vita prescritte. Responsabile per la gestione del Fondo è, dal 2010, il Consap, che si occupa di cercare e incassare queste somme dimenticate. Somme che, tuttavia, al momento rimangono a disposizione dello Stato e non vanno ancora ai risparmiatori frodati.

Una beffa, quindi, che fa il paio con la progressiva riduzione del denaro a disposizione del Consap per rimborsare i cittadini che si accorgono di questo denaro dormiente e fanno richiesta di rimborso: un disavanzo che ammontava, nel 2012, a 6,3 milioni di euro.

Per evitare di incappare nella spiacevole situazione di doversi rivalere ma di trovare l’ente preposto “a secco” è bene attivarsi: se siete nel dubbio di essere il beneficiario di una somma dimenticata dovete recarvi sul sito di Consap e verificarlo. In caso affermativo dovete compilare il modulo di rimborso per la somma che è stata trasferita al fondo, allegando attestazione di devoluzione delle somme al fondo - rilasciata dall’intermediario finanziario presso cui giacevano gli importi- documento d’identità e, nel caso di rapporti ereditati, anche un’autocertificazione. Non è necessario ricorrere ad intermediari, è sufficiente l’invio della documentazione necessaria via raccomandata. Se siete ancora in tempo e non sono trascorsi i tempi per la prescrizione, avverrà l’accredito sul conto corrente del richiedente della somma prelevata ingiustamente.

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