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Conti correnti, attenti ai bonifici verso l’estero

pubblicato da il 25 settembre 2015
Conti correnti, attenti ai bonifici verso l’estero

La lotta all’evasione, l’abbiamo detto più volte, passa attraverso un maggior controllo di quello che facciamo con il nostro conto corrente. La notizia che vogliamo commentare oggi è relativa alla comunicazione, il cui obbligo si è concluso negli scorsi giorni, che le banche sono state tenute a fare nei confronti dell’Agenzia delle Entrate in merito ad eventuali nostri trasferimenti di denaro da e verso l’estero. In particolare, vanno posti sotto la lente del fisco, per ragioni di lotta al riciclaggio, tutti i bonifici o altre operazione effettuati nel corso del 2014 per importi superiori a 15mila euro.

Questa operazione servirà ad arricchire l’archivio informatico unico messo in atto dal fisco per contrastare l’evasione. L’obiettivo – a fronte di un recupero di ben 14,2 miliardi di euro nel 2014 – è di migliorare ulteriormente il lavoro svolto, con un incremento di 2,3 miliardi: un programma possibile, fanno sapere dal Ministero dell’Economia, soltanto se verrà potenziato il controllo di quei contribuenti ritenuti più a rischio frode, perché meno collaborativi.

Ecco che quindi si ritorna sullo stesso punto: per consentire che vengano stanati gli evasori tutti i cittadini devono rinunciare ad un pizzico di privacy, nel nome di un maggior controllo generalizzato.

Controlli che, evidentemente, devono coinvolgere sempre di più le azioni economiche condotte all’estero, che vanno oltretutto a minare le regole della libera concorrenza a livello europeo e mondiale. L’Agenzia delle Entrate ha chiesto, a questo proposito, un livello più approfondito di cooperazione internazionale, perlomeno tra i Paesi dell’Unione Europea, che contempli non solo la possibilità di fare richiesta di maggiori informazioni al Fisco di un determinato Paese, ma anche la creazione di strumenti automatici di consultazione.

Esiste infatti un direttiva europea (2014/107/Ue del Consiglio del 9 dicembre 2014) che renderà obbligatorio ed automatico nel 2017 – relativamente al periodo d’imposta dell’anno precedente – lo scambio di informazioni relative a dividendi, capital gains, altri redditi di natura finanziaria e persino i saldi dei nostri conti correnti.

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