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Commissioni bancarie, nuovi limiti per gli scoperti di conto

pubblicato da il 11 luglio 2012
Commissioni bancarie, nuovi limiti per gli scoperti di conto

Quando la crisi bussa alla porta di una famiglia o di un’impresa il primo segnale è l’andare “in rosso”. Lo scoperto o lo sconfinamento del conto corrente diventano, quindi, davvero la spia di un malessere e di una difficoltà che dipende anche dall'impossibilità ad avere accesso al credito.

Per rispondere a questo problema è intervenuto il premier Monti, ancora in veste di Ministro dell’Economia e di Presidente del CICR – il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio – approvando un decreto d’urgenza per l’introduzione di nuove norme in merito agli sconfinamenti nei contratti dei conti correnti. Il decreto modifica in maniera netta il rapporto tra le banche e i cittadini con uno scoperto o uno sconfinamento di conto, anche se è probabile aspettarsi a breve una risposta delle banche.

Ma cosa modifica la nuova disciplina? Innanzitutto, la struttura delle commissioni. Oltre ai tassi debitori sulle cifre effettivamente prelevate dai clienti, sono concesse solo altre due commissioni da parte delle banche in caso di conto in rosso. La prima riguarda la messa a disposizione dei fondi per gli affidamenti: questa commissione non potrà superare lo 0,5% del valore accordato per trimestre (commissione di disponibilità fondi); la seconda, invece, riguarda gli scoperti di conto e gli extrafido: è la cosiddetta commissione di istruttoria veloce, non in percentuale ma fissa e bilanciata in base ai costi.

Nient’altro, di conseguenza, potrà essere chiesto ai clienti: nessuna commissione di istruttoria o spese per il conteggio degli interessi. Restano fuori solamente le spese notarili, quelle per l’iscrizione dell’ipoteca, o altri oneri per colpa di inadempienza del cliente.

La commissione di istruttoria veloce non si applica per sconfinamenti “occasionali” che non superino i 500 euro: un modo, questo, per compensare la cancellazione di un emendamento parlamentare che era stato fatto al DL Liberalizzazioni e che prevedeva l’esclusione di qualsiasi commissione in caso di conto corrente in rosso.

Con l’introduzione di questi paletti è il caso di attendere la “reazione” delle banche: è probabile che gli oneri sostenuti dalle banche in caso di sconfinamento verranno riversati sul tasso d’interesse, con l’obiettivo di evitare eccessi di leggerezza da parte dei cittadini; per quanto riguarda la commissione di istruttoria veloce, invece, è chiaro il rischio che la banca ne ripeta l’applicazione per fare cassa, col rischio di vanificare l’intento del legislatore.

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