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Carte di credito, l’Unione Europea complica i pagamenti

pubblicato da il 17 ottobre 2014
Carte di credito, l’Unione Europea complica i pagamenti

Se lo scarso amore degli italiani nei confronti delle carte di credito è cosa nota, questa volta l’Unione Europea potrebbe rendere la situazione ancora più complicata: una proposta relativa al nuovo regolamento che disciplina i pagamenti con moneta elettronica permetterà ai commercianti di scegliere quali carte di credito – e non solo quale circuito, se Visa o Mastercard – accettare presso il proprio esercizio. Questa iniziativa è ritenuta da molti un ostacolo alla diffusione dei pagamenti elettronici, che tutti i governi d’Europa sostengono e promuovono, invece, perché efficace strumento per contrastare l’evasione fiscale e la “piaga” del nero.

Sulla carta, l’iniziativa dell’Unione Europea – che si aggiunge al taglio delle commissioni interbancarie per i pagamenti con carta di cui vi abbiamo parlato tempo fa – vuole lasciare all’esercente la stessa libertà che hanno i consumatori quando sono alle prese con la scelta dello strumento di credito più adatto alle proprie esigenze, al proprio budget e ai propri livelli di spesa. In questo modo, però, presto potrebbe crearsi l’imbarazzante situazione in cui il commerciante non accetta una carta di credito perché, pur accettando i pagamenti attraverso quel circuito, ha scelto di preferire solo le carte platino e non quelle tradizionali.

Per opporsi a questo stato di cose – che, in termini tecnici, si chiamaeliminazione della clausola della “honor all card rule” – è intervenuta negli scorsi giorni la IEPC (Italian E-Payment Coalition) progetto creato da quattro associazioni dei consumatori italiani (Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino) con l’obiettivo di promuovere il corretto utilizzo della moneta elettronica (carte di credito, carte ricaricabili e bancomat).  L’associazione ha sottolineato il rischio che questa iniziativa possa rivelarsi un boomerang nei confronti del progetto di riduzione dell’uso del denaro contante, visto il rischio di confondere i cittadini.

Lo stesso timore è legato all’introduzione della norma sul cosiddetto “co-badging” che permetterebbe di avere su una stessa carta di credito o debito più simboli di pagamento: solo che a sistemi di pagamento diverso corrispondono sistemi di gestione della protezione differenti. Come si concilieranno mai questi meccanismi? Si rischia non solo confusione (avremmo due pin sulla stessa carta?) ma anche di complicare ancora di più una procedura già guardata dagli italiani con troppa diffidenza.

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