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Bonifici e RID, il 1° febbraio è scattato il passaggio al sistema SEPA

pubblicato da il 3 febbraio 2014
Bonifici e RID, il 1° febbraio è scattato il passaggio al sistema SEPA

La differenza finora esistente tra pagamenti bancari nazionali ed esteri tramite bonifici, addebiti diretti e carte di pagamento ha ceduto il passo, il 1° febbraio 2014, a un nuovo sistema che unifica tali procedure per i 34 Paesi aderenti all’area SEPA (Single Euro Payments Area). L’Area Unica di Pagamenti in Euro è nata allo scopo di armonizzare i sistemi di pagamento internazionali, basandosi su regole standard e infrastrutture comuni che mirano a una semplificazione e a una maggiore efficienza negli scambi economici e commerciali.

Nel concreto, effettuare un bonifico all’interno di quest’area non comporterà più alcuna differenza in termini di tempi e costi rispetto a un bonifico nazionale. Il bonifico SEPA, già disponibile in opzione da qualche anno, ma solo oggi obbligatorio, prevede che sia indicato insieme all’IBAN il nome del beneficiario. Solo per i bonifici verso l’estero rimane necessario inserire il BIC, che sarà definitivamente archiviato a febbraio 2016.

Il RID è stato sostituito dall’addebito diretto SEPA (SDD). Il mandato di addebito, finora rilasciato dal cliente alla banca, non sarà più gestito da quest’ultima ma dal soggetto beneficiario, che occupandosi personalmente di verificarne la correttezza richiederà alla banca il pagamento per i servizi erogati. Il cliente avrà sempre facoltà di controllare e in caso rifiutare o bloccare gli addebiti richiesti alla propria banca. Per quanto riguarda RID finanziario e RID a importo fisso, si passerà al SEPA da febbraio 2016.

Nessun cambiamento è previsto per le carte di credito. Nelle carte di debito un circuito nazionale affianca un circuito internazionale.

Fanno parte dell’area SEPA: i 18 Paesi aderenti all’euro, 10 stati dell’UE che pur avendo un’altra moneta utilizzano l’euro per i pagamenti (Bulgaria, Croazia, Danimarca, Lituania, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Svezia, Ungheria) oltre a Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Principato di Monaco, Svizzera e San Marino.

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