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Il governo alza la soglia dei pagamenti in contanti: è un passo indietro?

pubblicato da il 26 ottobre 2015
Il governo alza la soglia dei pagamenti in contanti: è un passo indietro?

È ancora presto per sapere se la Legge di Stabilità passerà indenne tra le maglie della Commissione Bilancio del Senato o ci saranno delle modifiche, ma al momento gli esperti fanno pensare che il Governo Renzi sarà poco disponibile a discutere quella che sembra ormai una legge inevitabile: parliamo dell’innalzamento della soglia dei pagamenti in contanti. Si passerà presto dai mille ai tremila euro.

Dal primo gennaio 2016 il limite massimo per pagare con denaro contante salirà a 2.999,99 euro e solo dai 3000 in su sarà obbligatorio effettuare i nostri acquisti con un assegno, un bonifico o con una carta di credito. Tutti i tentativi di fare lotta all’evasione imponendo una riduzione della circolazione di denaro contante – era questa la motivazione principale che aveva indotto nel 2011 il Governo Monti a prendere questa decisione – vengono quindi accantonati, premiando le istanze di quella parte politica che vedeva questa norma come un ostacolo alla ripresa degli acquisti.

Da qui le disapprovazioni di numerosi esponenti politici, che hanno protestato contro questo atto, parlando di “digital divide culturale” (come ha detto Stefano Quintarelli di Scelta Civica, uno degli esperti della Rete più noti in Italia): se fino a qualche mese fa l’uso limitato del denaro contante era stato giustificato dal bisogno di contrastare il riciclaggio di denaro di dubbia provenienza e l’evasione fiscale, com’è possibile che ora le cose siano cambiate? Lo stesso Ministro dell’Economia ha dichiarato di aver cambiato idea, e in un’intervista al Sole 24ORE ha detto di non riconoscere più una correlazione tra uso del contante e evasione fiscale: questo innalzamento, sostiene Padoan, servirà a rispondere al problema dello scarso utilizzo dei pagamenti elettronici.

L’Italia, in buona sostanza, sembra arrendersi a chi non vuole utilizzare bancomat e carte di credito e offre loro una risorsa in più per non adeguarsi ai tempi correnti, in cui la parola “cashless” sembra, invece, essere quanto mai centrale per la vita quotidiana dei cittadini di tutto il mondo. 

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