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Tassisti vs Uber, il Ministero tenta la mediazione

pubblicato da il 28 maggio 2014
Tassisti vs Uber, il Ministero tenta la mediazione

Siamo in una fase di tregua nell’ormai nota vicenda Tassisti vs. Uber che nei giorni ha letteralmente paralizzato la città di Milano. I conducenti di taxi sono tornati al lavoro, rassicurati dalle massime cariche politiche locali (Maroni, Pisapia) e nazionali (il ministro Lupi), ma la questione è ben lungi da una soluzione definitiva, in attesa di una risposta chiara e univoca da parte del Ministero dei Trasporti, a sua volta alle prese con una difficile mediazione.

I motivi del contendere si chiamano Uber e Uberpop, due applicazioni per smartphone che consentono, la prima, di prenotare un servizio di Noleggio Con Conducente (NCC) fornito da terze parti (a pagamento, ovviamente), mentre la seconda permette di contattare privati cittadini disponibili a fare da autisti mettendo a disposizione la propria auto e il proprio tempo in cambio di un compenso. Il problema è che questo tipo di servizio aggirerebbe le norme vigenti trasformandosi in concorrenza sleale, in quanto sprovvisto delle opportune (e costose) licenze che invece i tassisti sono tenuti ad acquisire.

Per esempio, secondo la legge 21/1992 che distingue i taxi dai noleggiatori, la prestazione di Noleggio Con Conducente prevede obbligatoriamente che le auto prenotate partano dalle rispettive rimesse e non dalla strada come i taxi. Mentre Uber, potendo sfruttare i vantaggi di un’app in tempo reale, consente invece di contattare una vettura in qualsiasi momento, anche quando è fuori, in pratica annullando la differenza fra taxi e servizio di NCC. Ancora più delicata la questione di Uberpop: in questo caso abbiamo privati cittadini che si improvvisano autisti, dietro il pagamento di un compenso pattuito precedentemente, senza però aver conseguito nessuna licenza di guida, prefigurando quindi il reato di esercizio abusivo della professione.

Insomma, sembrerebbe che i tassisti abbiano la ragione dalla loro parte. D’altra parte bisognerebbe considerare anche l’indiscutibile comodità di uno strumento disponibile mediante App (lo stesso premier Renzi ha definito qualche tempo fa Uber un “servizio straordinario”, promettendo di trovare una rapida soluzione alla vicenda), senza sottovalutare i possibili vantaggi in termini di abbassamento delle tariffe proprio grazie alla concorrenza di Uber e Uberpop. Possibilmente restando all’interno delle regole.

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