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Tariffa unica Rc auto: l’ANIA è nettamente contraria

pubblicato da il 17 maggio 2014
Tariffa unica Rc auto: l’ANIA è nettamente contraria

Non avrà vita facile la proposta di legge d'iniziativa popolare, presentata da 27 deputati del Pd con a capo Leonardo Impegno e Valeria Valente (e spalleggiata anche dal Comune di Napoli), che mira a introdurre la tariffa unica Rc auto per gli assicurati virtuosi, cioè per quelli che causano pochi sinistri. L’idea sarebbe appunto quella di concedere, dopo cinque anni consecutivi senza incidenti stradali, il premio più basso a livello nazionale (per la corrispondente classe di merito) a prescindere dalla città di residenza, Palermo o Bolzano che sia.

Ma dall’associazione delle assicurazioni respingono decisamente la proposta di tariffa unica. “Invece di sostenere misure improponibili dal chiaro sapore elettorale, occorrerebbe affrontare le vere ragioni che tengono alti i prezzi della Rc auto in alcune province del Sud”, recita un duro comunicato stampa dell’ANIA, “La proposta, oltre a essere illegittima perché contraria alle direttive UE che vietano di imporre alle compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo, è anche tecnicamente insostenibile: stabilire infatti a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso, farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione. Infatti gli assicurati che avessero causato anche un solo sinistro nei cinque anni sarebbero costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato. Inoltre le compagnie, per coprire il disavanzo che si realizzerebbe a causa della soluzione proposta, sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti gli automobilisti più virtuosi”.

In effetti in casa ANIA non hanno tutti i torti: il rischio assicurativo non è uguale dappertutto. Non è un mistero, per esempio, che gli automobilisti napoletani, anche quelli più disciplinati, abbiano una maggiore propensione a causare incidenti, visto che secondo gli ultimi dati la frequenza sinistri di quanti sono collocati nella prima classe di bonus/malus a Napoli si attesta all’8,10% a fronte della media nazionale del 5,63%. Queste differenze di rischiosità territoriale fanno sì che i prezzi della Rc auto non possono essere uguali, altrimenti si realizzerebbe un’ingiustizia, poiché le comunità di cittadini meno rischiose sarebbero costrette a sussidiare le comunità più rischiose.

In ogni caso l’iter per la proposta di legge popolare andrà avanti, come conferma l’On. Impegno, ponendosi come obiettivo non solo di abbassare le tariffe Rc auto a tutti gli italiani, ma anche di combattere la piaga della circolazione di vetture non assicurate, e di contrastare il fenomeno del cambio di residenza in altre città per avere tariffe agevolate.

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