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Scatola nera per le auto: la legge c'è ma resta in stand-by

pubblicato da il 17 settembre 2013
Scatola nera per le auto: la legge c'è ma resta in stand-by

Chi si ricorda della scatola nera per le auto, quel rivoluzionario aggeggio che avrebbe dovuto garantire agli automobilisti sconti consistenti sull’assicurazione e diventare uno strumento per azzerare le truffe ai danni delle compagnie? In Italia il suo utilizzo è stato addirittura regolato legislativamente con l'articolo 32 della Legge n. 27 del 24/3/2012 (decreto Liberalizzazioni), secondo cui “nel caso in cui l’assicurato acconsenta all’installazione di meccanismi elettronici che registrano l’attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, individuati dal Ministero dei Trasporti, i costi sono a carico delle Compagnie che praticano inoltre una riduzione significativa rispetto alle tariffe. Sono altresì a carico delle assicurazioni i costi per la disinstallazione, sostituzione, funzionamento e portabilità del dispositivo”. Tutto molto bello, peccato che alle parole non abbiano ancora fatto seguito i fatti.

I motivi ce li spiega un interessante articolo apparso su Repubblica online. La chiave sta nei costi di installazione a carico degli assicuratori che creano più di una perplessità da parte della categoria, soprattutto perché i dispositivi da montare devono essere dotati di alcuni requisiti minimi che ne fanno lievitare il prezzo. Gli assicuratori quindi continuano a spingere i cittadini a installare il dispositivo a proprie spese promettendo sconti sulle polizze che però sono ancora troppo bassi per convincere la maggioranza a dotarsene. Peccato, perché una vasta diffusione della scatola nera porterebbe vantaggi per tutti: sia per gli assicuratori, che vedrebbero azzerato il rischio frodi, sia per gli automobilisti, che assisterebbero a una concreta diminuzione dei costi delle polizze.

Ci sono poi altre questioni da risolvere. Dall'Ivass fanno infatti sapere che per rendere effettiva la legge, è necessario emanare, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e con gli uffici del Garante per la protezione dei dati personali, un regolamento attuativo che definisca le modalità di raccolta, gestione e utilizzo dei dati. Uno schema di regolamento esiste già e adesso l’Ivass, il Ministero e il Garante stanno valutando le numerosi e articolate osservazioni sulla bozza, pervenute dall’industria assicurativa, dai produttori di scatole nere e dai service provider, in vista della pubblicazione del provvedimento definitivo.
Anche l'Ania sottolinea un aspetto controverso della legge, prevedendo che in alcune località italiane dove si registrano relativamente pochi incidenti, e che sono soggette quindi a premi assicurativi più bassi, l’adozione della scatola nera potrebbe portare a un clamoroso aumento delle tariffe delle polizze.

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