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Pronto un decreto che dimezza i risarcimenti per gli incidenti stradali?

pubblicato da il 5 aprile 2013
Pronto un decreto che dimezza i risarcimenti per gli incidenti stradali?

Associazioni di consumatori in allarme per le ultime notizie provenienti dagli ambienti politici, secondo cui l’attuale Governo in carica starebbe per approvare un decreto che dimezza i risarcimenti alle vittime degli incidenti stradali da parte delle compagnie assicurative. A dare l’allarme è stato Il Fatto Quotidiano, venuto in possesso di una bozza del documento: il provvedimento, che sarebbe già pronto sul tavolo del Consiglio dei Ministri riduce, o sarebbe meglio dire dimezza, i risarcimenti per i danni alla persona compresi tra 10 e 100 punti di invalidità, quelli più gravi. L’ANEIS, Associazione nazionale esperti di infortunistica stradale, ha immediatamente lanciato un appello al presidente Giorgio Napolitano affinché non firmi questo decreto.

Il decreto (tecnicamente un Dpr, un decreto del Presidente della Repubblica), presenta in effetti alcuni punti oscuri. Esso in realtà trae origine da molto lontano, dal Codice delle assicurazioni adottato nel 2006 che prevedeva l’istituzione di tabelle nazionali con i valori del risarcimento. Le tabelle per i danni da 1 a 9 punti arrivarono quasi subito mentre le altre, rinvio dopo rinvio (per raccontare le peripezie dell’intero iter servirebbero molte pagine), si sono trascinate fino ad oggi. Nel frattempo, in attesa che qualcuno istituisse queste “benedette” tabelle, le Corti di Appello hanno applicato (su disposizione della Cassazione) quelle fissate dal Tribunale di Milano, ritenute evidentemente troppo penalizzanti dalle società di assicurazione, a maggior  ragione dopo la recente decisione di alzare i risarcimenti rivalutandoli sulla base dell’inflazione.

Ed ecco, quindi, il temuto colpo di mano. Le previsioni sono preoccupanti: oggi un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano, mica roba da poco) è risarcito, come previsto dalle tabelle del Tribunale di Milano, con un ammontare, che include anche il danno morale, da un minimo di 363.659 euro fino a 454.000 euro. Con le nuove tabelle tali il risarcimento partirebbe da 220.000 euro circa. La differenza c’è e si vede.

A questo punto la speranza è che, senza emettere giudizi trancianti verso una o l’altra parte, si arrivi a un provvedimento equo che tenga conto delle esigenze delle compagnie d’assicurazione (il settore RC auto viene comunque segnalato in buona salute) ma che soprattutto non penalizzi chi, dopo aver subito una grave invalidità fisica, ha chiaramente bisogno di un importante supporto economico per far fronte ai problemi legati alla sua condizione.

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