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Rc professionale obbligatoria: il Movimento 5 Stelle chiede di abolirla

pubblicato da il 11 aprile 2013
Rc professionale obbligatoria: il Movimento 5 Stelle chiede di abolirla

Non è ancora entrata in vigore (lo sarà dal 15 agosto 2013) ma riceve già le prime picconate: parliamo della Responsabilità Civile professionale obbligatoria, introdotta con l’articolo 5 del DPR 7 agosto 2012 n. 137 che, nell’ambito della Riforma delle professioni, ha sancito per i professionisti l’onere di stipulare un’idonea polizza assicurativa per coprire eventuali danni derivanti al cliente dall’esercizio della propria attività. L’attuazione della norma non ha mai incontrato il favore delle varie categorie professionali essendo risultata indigesta soprattutto ai giovani professionisti, costretti a sopportare un ulteriore onere economico in una fase della loro carriera che, nella maggior parte dei casi, non permette ancora guadagni particolarmente significativi.

La questione, oggetto di molte discussioni e dibattiti negli ultimi mesi, è diventata adesso materia di una proposta di legge presentata lo scorso 4 aprile da Carla Ruocco, una portavoce cittadina al Parlamento del Movimento 5 Stelle (l’arzigogolata denominazione con cui preferiscono essere chiamati i deputati “grillini”) eletta nel Lazio. La proposta riguarda appunto l’abolizione dell’obbligo d’assicurazione per i professionisti. Per la Ruocco si tratta di un costo spesso insostenibile per tutti coloro che svolgono il loro lavoro, in Italia, nel mondo delle libere professioni, visto che anche senza quest’onere i professionisti onesti e seri hanno molta difficoltà a lavorare nel nostro Paese, non solo per gli elevati costi della burocrazia e per la tassazione assai elevata, ma anche per il peso derivante dall’inefficienza dello Stato, dal dilagare della corruzione e dal contemporaneo deficit di principi di meritocrazia ed equità.

La proposta di legge di Carla Ruocco (così come tutte le altre proposte e le interrogazioni parlamentari del M5S) prende le mosse da una petizione popolare portata avanti da professionisti e sottoscritta da migliaia di cittadini. L’obiettivo non è ovviamente quello di contrastare l’assicurazione professionale, ma lasciare la stessa al di fuori dell’ambito dell’obbligatorietà, dando a ogni professionista la facoltà, in base alla propria mole di lavoro ma anche alla tipologia dello stesso, di assicurarsi liberamente. L’obbligo, sempre secondo la portavoce grillina, appare invece lesivo non soltanto della libertà delle professioni, ma anche della libera concorrenza, soprattutto per le professioni che potrebbero sfruttare la situazione per definire delle tariffe al rialzo.

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