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RC auto: tariffe più alte per gli immigrati, l’IVASS bacchetta le compagnie

pubblicato da il 7 febbraio 2015
RC auto: tariffe più alte per gli immigrati, l’IVASS bacchetta le compagnie

L’IVASS ha richiamato all’ordine le compagnie che applicano tariffe RC auto differenti a seconda del Paese di nascita del soggetto assicurato, ricordando che tali prassi presenta un elevato contenuto discriminatorio. L’avviso è partito dopo la verifica dell’adozione, da parte di alcune imprese, del cosiddetto “criterio della nazionalità” per determinare l’ammontare del premio, con conseguente maggiorazione tariffaria anche a parità di ogni altro elemento oggettivo.

In effetti una recente indagine realizzata dal Cospe (Cooperazione per Sviluppo Paesi Emergenti) sulla base di un campione di preventivi di assicurazioni auto on line, ha stabilito che un cittadino rumeno residente in Italia paga in media ben 850,59 euro all’anno di RC auto, un bulgaro 906,11 euro e un marocchino 1.100,40 euro, contro i 548,35 euro di un cittadino italiano (poi sappiamo che le tariffe possono variare sensibilmente da regione a regione a prescindere dalla nazionalità del guidatore, ma questa è un’altra storia). Le compagnie assicurative si sono sempre giustificate mostrando le statistiche secondo cui gli immigrati fanno più incidenti e quindi vanno considerati “categoria a rischio”, ma all’IVASS questo non basta.

Nel suo richiamo l’Istituto di vigilanza ha infatti citato il contenuto della Raccomandazione generale del 31 gennaio 2012 adottata dall’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in materia di tariffe differenziate per nazionalità delle polizze RC auto, dove si esprime la necessità che le imprese di assicurazione consentano la stipula dei contratti applicando ai contraenti che non abbiano la cittadinanza italiana le medesime tariffe previste, a parità di condizioni, per i cittadini italiani e, comunque, tariffe svincolate dalla cittadinanza dei richiedenti.

Infine, per evitare ulteriori comportamenti discriminatori, l’IVASS ha invitato le compagnie a porre in essere ogni attività che si renda necessaria dal punto di vista organizzativo e operativo affinché i preventivi elaborati e i contratti del ramo RC auto non tengano mai più in considerazione il Paese di nascita dell’assicurato.

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