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RC auto troppo care, l’ANIA risponde all’Antitrust: in Italia troppe frodi

pubblicato da il 27 febbraio 2013
RC auto troppo care, l’ANIA risponde all’Antitrust: in Italia troppe frodi

Non si è fatta attendere la risposta dell’ANIA all’ormai famosa indagine dell’Antitrust che ha rilevato come le tariffe italiane della RC auto siano le più alte d’Europa e, in qualche caso, superiori addirittura del doppio rispetto agli altri Paesi. L’ANIA, pur concordando con l’Antitrust sull’identificazione dei fattori che determinano forti differenze di prezzo della RC auto tra l’Italia e le altre nazioni europee (in primis il costo più elevato dei risarcimenti che caratterizza il nostro Paese) e ritenendo che le sue proposte per far fronte al problema costituiscano una buona base di partenza, ha voluto comunque sottolineare alcuni importanti aspetti della questione.

L’ANIA è d’accordo con l’Antitrust sulla modifica del meccanismo di calcolo dei forfait nel sistema del risarcimento diretto, visto che la legge già prevede la necessità di rivederlo. La questione fondamentale è consentire a ogni singola impresa di controllare come e quanto è stato liquidato per i danni causati dal proprio assicurato. La “Confindustria delle assicurazioni” ritiene convincente anche la richiesta di introdurre nuove forme contrattuali che determinino la riduzione dei prezzi, ferma restando la libertà delle imprese di offrire tali modelli contrattuali.
L’ANIA propone anche di eliminare qualunque elemento di incertezza sulle lesioni micro-permanenti, rendendo risarcibili solo quelle che emergano da indagini strumentali, e chiede di rivedere il sistema bonus-malus, reso ormai obsoleto dagli interventi normativi che sono stati sviluppati nel tempo.

Infine l’ANIA chiede che si lavori con urgenza su un paio di interventi strutturali, colpevolmente trascurati dall’indagine dell’Antitrust.

  • Emanazione di una tabella per la valutazione economica delle lesioni più gravi, inspiegabilmente ferma da mesi dopo aver completato l’iter necessario. Il costo delle lesioni gravi in Italia è il doppio che in altri Paesi.
  • Lotta senza quartiere alle frodi assicurative, vera piaga del nostro sistema. Le imprese italiane vorrebbero infatti disporre degli stessi strumenti e modalità di indagine utilizzati dalle imprese di tutti gli altri Paesi e poter contare su un sistema investigativo e giudiziario efficiente. La legge attribuisce all’IVASS nuovi poteri in materia, che vanno nella giusta direzione di favorire il coordinamento delle attività delle compagnie con quelle delle forze dell’ordine, anche al fine di superare i problemi sollevati in passato in materia di privacy. L’ANIA sta collaborando con l’IVASS per costruire i database informatici necessari per identificare la mancata assicurazione (in Italia circolano 4 milioni di veicoli senza copertura) e gli elementi di frode. Si tratta di un’indispensabile azione di recupero della legalità che andrà a vantaggio dell’intera collettività.
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