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Rc auto in Italia: tariffe più alte a causa di incidenti, tasse e frodi

pubblicato da il 25 marzo 2014
Rc auto in Italia: tariffe più alte a causa di incidenti, tasse e frodi

The Boston Consulting Group, leader mondiale nella consulenza strategica di business, ha realizzato per l’ANIA uno studio che ha messo a confronto il mercato Rc auto e moto in Europa, rilevando i motivi per cui in Italia le tariffe siano di gran lunga superiori a quelle dei principali competitor europei. In particolare, nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012, i prezzi Rc auto in Italia sono risultati mediamente superiori del 45%, con un costo medio per cliente di 491 euro rispetto alla media di 278 euro in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna (+213 euro per veicolo).

Secondo la ricerca, a incidere in maniera significativa sul caro Rc auto sono soprattutto i risarcimenti e le tasse, seguiti da frodi, comportamenti stradali pericolosi e normative. L’Italia, purtroppo, si caratterizza per l’alto numero di incidenti e l’elevato costo medio dei risarcimenti, se rapportato alle maggiori nazioni europee: la frequenza dei sinistri nel nostro Paese è del 7,9% contro il 6,6% della media continentale. Questa voce determina più della metà dello “spread” tra il costo medio assicurativo in Italia e quello europeo.

Anche la pressione fiscale contribuisce a creare sbalzi sostanziali tra le tariffe italiane e quelle del resto d’Europa, con una differenza media di tassazione per veicolo valutata in 52 euro. I contributi pagati dagli automobilisti italiani per la propria vettura vengono in parte destinati anche al sistema sanitario, con una media di 28 euro in più rispetto all’Eurozona.

Non meno importante, infine, il peso dato alle frodi ai danni delle compagnie d’assicurazione, vera piaga nazionale quasi inestirpabile. Le pratiche fraudolente nel nostro Paese (la più frequente delle quali è la richiesta di risarcimento per un falso colpo di frusta) sono due volte superiori rispetto che altrove, con l'unica eccezione del Regno Unito, mentre le frodi non rilevate si attestano tra il 7 e il 10% e i veicoli non assicurati sono circa l’8% del parco circolante. Il dilagare di questi fenomeni criminosi è causato sia dall’esiguo numero di sanzioni e controlli che da un limite strutturale della legge italiana, che consente di attendere ben due anni prima di richiedere il risarcimento per incidente, favorendo così l’aumento di azioni disoneste.

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