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RC Auto e Decreto liberalizzazioni: i sì e i no delle compagnie d’assicurazione

pubblicato da il 31 ottobre 2012
RC Auto e Decreto liberalizzazioni: i sì e i no delle compagnie d’assicurazione

Si è tenuta a Trieste una tavola rotonda dal titolo “Decreto liberalizzazioni: gli impatti sul mercato assicurativo, scenari e strategie” organizzata dal MIB School of Management, all’interno della quale sono state prese in esame le novità introdotte recentemente dai due decreti legge del Governo Monti e come andranno a cambiare il mondo delle assicurazioni auto.
Se infatti le liberalizzazioni sono state approvate per favorire il mercato e ridurre i costi delle polizze, incontrando il largo favore delle compagnie, alcuni successivi provvedimenti del decreto sviluppo bis hanno suscitato più di una perplessità e nell’incontro tenutosi nella città giuliana si è discusso proprio sui pro e sui contro della normativa.

Cominciamo ad illustrare i provvedimenti graditi dalle compagnie assicurative.

Molto favorevolmente sono stati giudicati il contenimento delle speculazioni sulle lesioni fisiche lievissime, altrimenti dette micro-permanenti, e la dematerializzazione dei documenti assicurativi.
Il primo punto ha finalmente risolto, mediante l’introduzione di accertamenti clinici e medico-legali obiettivi e strumentalmente assistiti che stabiliscano l’effettiva risarcibilità delle lesioni lievi, l’annoso problema dell’assai poco credibile percentuale di sinistri con lesioni fisiche, valutata oggi al 22,7% nella media nazionale ma che in alcune province tocca addirittura il 50%. Pensate che nel 2011 il costo dei sinistri con lesioni ha pesato per il 66% del totale e il risarcimento del mezzo milione di sinistri di lievissima entità (con invalidità permanente dell’1% o del 2%), praticamente inesistente negli altri Paesi, è costato oltre 2 milioni di euro.
Bene anche l'istituzione dell'Ivass (Istituto di Vigilanza Assicurativa), che avrà il compito di prevenire e segnalare le frodi attraverso la realizzazione di un archivio informatico integrato, e l'abolizione delle polizze RC Auto pluriennali e del tacito rinnovo.

Questi invece i punti del decreto sui quali gran parte delle società d’assicurazione non sono d’accordo e chiedono di intervenire con opportune modifiche.

Non convincono innanzitutto i provvedimenti che riguardano le polizze abbinate alla cosiddetta “scatola nera”, che rischia di penalizzare specialmente le piccole compagnie e di annullare qualsiasi riduzione dei costi per l’assicurato. Da rivedere anche la norma sugli sconti tariffari per i guidatori virtuosi e l'obbligo di sottoporre al cliente tre preventivi di altrettante compagnie prima della sottoscrizione. Soprattutto quest'ultimo punto, secondo quanto emerso dalla tavola rotonda di Trieste, andrebbe ad aumentare vertiginosamente la già folta concorrenza fra gli intermediari iscritti al Registro Unico, con tutte le conseguenze negative del caso. Poco entusiasmo anche per la norma che stabilisce la definizione di uno standard minimo di polizza e l'obbligo per le compagnie di creare aree di consultazione sul web.

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