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Assicurazioni auto: autovelox e tutor non possono elevare multe

pubblicato da il 29 giugno 2016
Assicurazioni auto: autovelox e tutor non possono elevare multe

Siamo punto e a capo nella lotta contro le frodi alle assicurazioni auto: le importanti modifiche dello scorso anno, a cominciare dalla verifica della regolare posizione assicurativa di ciascun veicolo mediante la lettura elettronica della targa, erano state introdotte proprio per estirpare o quanto meno limitare le truffe alle compagnie di assicurazione, ma la loro efficacia è ancora molto limitata.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il recente parere n. 3311/2016, ha infatti ribadito che dispositivi come autovelox e tutor non possono elevare multe per chi viene pizzicato senza assicurazione o revisione del veicolo. Eppure doveva essere uno dei capisaldi della riforma: via l'inutile tagliando cartaceo dai parabrezza, a controllare l'avvenuto pagamento della RC auto, e a comminare automaticamente eventuali sanzioni ai trasgressori, ci avrebbero pensato i dispositivi elettronici a distanza già disseminati sulle strade italiane come autovelox, tutor, telecamere delle Ztl, ecc.

A nulla era valso il grido di allarme di numerose categorie, a cominciare proprio dalle assicurazioni: 'Guardate che gli attuali dispositivi non sono omologati per elevare multe in automatico, né la legge lo consentirebbe: bisogna intervenire sia a livello normativo che tecnico', avevano avvisato prima ancora che la dematerializzazione del contrassegno entrasse a regime.

Nulla però è stato fatto in questi mesi e dal Ministero è arrivata la conferma: al momento non esistono dispositivi specificamente omologati per sanzionare chi circola senza assicurazione auto online o tradizionale, e anche quando lo saranno dovranno essere resi noti agli utenti ai sensi del Codice della Privacy. Nel dettaglio è scritto testualmente che “non risulta approvato, ovvero omologato, alcun dispositivo funzionante in modalità automatica per l'accertamento dell'omessa revisione del veicolo circolante e della mancata copertura assicurativa. Ne consegue che, non essendo possibile il controllo in modalità completamente automatica, non si può invitare il conducente a esibire documenti e fornire informazioni in un ufficio di polizia. Quanto alla privacy, infine, una volta attivati i vigili elettronici occorrerà fornire adeguata informazione agli utenti sul trattamento dei loro dati personali”. Insomma, tanto rumore per nulla.

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