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Polizze casa anti calamità: in Italia solo il 2% è assicurato

pubblicato da il 7 novembre 2014
Polizze casa anti calamità: in Italia solo il 2% è assicurato

Di polizze assicurative che coprano i danni derivanti dalle calamità naturali si parla soltanto a catastrofi ormai avvenute, nonostante l’Italia, sia per la particolare conformazione del territorio che per i dissesti provocati negli ultimi decenni dall’incuria dell’uomo, si presti purtroppo a essere spesso teatro di tragedie come terremoti o alluvioni. Eppure sembra che a nessuno, o quasi, interessi assicurare la propria abitazione contro i disastri naturali.

I numeri parlano chiaro: meno del 2% delle case è assicurato con polizze anti calamità, sebbene non manchino interessanti proposte da parte di almeno una decina di compagnie, tra polizze specifiche o estensioni delle comuni “multirischi” per la casa. L’offerta è in realtà parecchio ampia soprattutto per quel che riguarda la copertura contro i danni sismici, mentre quella relativa alle alluvioni è quasi inesistente a causa dei costi proibitivi.

Ma perché la gente non si assicura contro le calamità naturali? La risposta più ovvia riguarda i costi di tali polizze, il cui ammontare può dipendere comunque da molti fattori. Per esempio nel caso delle assicurazioni casa contro i terremoti bisogna tenere conto dell’età dello stabile, del numero di piani e delle caratteristiche costruttive delle strutture portanti, oltre che ovviamente dal grado di rischiosità della zona di residenza. Un’indagine del Sole 24 Ore ha stimato che per una casa di 100 mq il premio può variare da meno di 100 euro l'anno fino a superare i 250 euro nelle regioni del sud. Nelle zone ad alto rischio sismico (per esempio a L’Aquila) i costi possono però diventare molto più alti.

Per quanto riguarda invece le alluvioni, le polizze sono molto rare e quasi nessuna copre i danni derivanti dalle inondazioni. Anche in questo caso i costi variano più o meno da 100 a 400 euro l’anno, a seconda della zona. Il problema è quindi sempre lo stesso: dove le tariffe sono abbordabili non vale la pena assicurarsi, vista la bassa probabilità di evento catastrofico. Dove invece converrebbe proteggere la propria abitazione, il premio annuo è fin troppo salato.

Una soluzione potrebbe essere il ricorso all’obbligatorietà delle polizze contro le calamità naturali, anche per alleggerire il carico dello Stato che negli ultimi dieci anni si è dovuto sobbarcare costi di risarcimento stimati in circa 3,3 miliardi all’anno. Costi che ovviamente vengono coperti aumentando la fiscalità generale. Ma in un periodo di grave crisi economica come l’attuale, nessuno per il momento vuole costringere i cittadini a pagare un ulteriore balzello. Eppure occorrerebbe pensarci.

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