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Patente e libretto di circolazione devono avere lo stesso intestatario, ma non sempre

pubblicato da il 29 ottobre 2014
Patente e libretto di circolazione devono avere lo stesso intestatario, ma non sempre

Automobilisti italiani nel caos a causa della normativa sull'intestatario di patente e libretto che entrerà in vigore il prossimo 3 novembre 2014, secondo cui chi utilizza per più di trenta giorni un'auto intestata a un’altra persona deve annotare il proprio nome sul libretto di circolazione. E chi non si adegua, rischia multe parecchio salate. La notizia ha in effetti creato un certo panico tra la gente, forse a causa dell’approssimazione con cui è stata diffusa da alcuni media, ma in realtà c’è poco da preoccuparsi perché la norma andrà a toccare soltanto un esiguo numero di guidatori.

Un preciso vademecum, pubblicato dall’associazione di consumatori Altroconsumo, aiuta a capire la faccenda. La normativa è contenuta nel comma 4-bis dell’art. 94 del Codice della Strada, introdotto nel 2010 con la legge n. 120, e prevede che chi guida per più di trenta giorni una vettura intestata a un diverso proprietario debba annotare il proprio nome sul libretto di circolazione. Chi non si adegua va incontro a multe da 705 a 3.526 euro e al ritiro della carta di circolazione. In caso di controlli, spetta agli organi di polizia dimostrare la violazione della suddetta norma.      

Non tutti, però, dovranno aggiornare la carta di circolazione con lo stesso intestatario per patente e libretto. La norma, infatti, riguarda solo i casi in cui il proprietario del veicolo e chi guida abitualmente l’auto non appartengano allo stesso nucleo familiare (appartengono allo stesso nucleo familiare le persone che vivono sotto lo stesso tetto). Per esempio: l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione non spetta al figlio che usa abitualmente la macchina del padre con il quale vive e neanche alla moglie che prende l’auto del marito, né alle coppie conviventi.

La normativa inoltre non è retroattiva. Questo vuol dire che l’obbligo di aggiornamento sussiste solo per gli atti posti in essere dal 3 novembre prossimo. La nuova regola, dunque, non si applicherà alla maggior parte dei veicoli in circolazione, per i quali adeguarsi resterà facoltativo.

Quindi, chi dovrà aggiornare il libretto? Il comodato d’uso è sicuramente uno dei casi più frequenti di applicazione della normativa. In pratica, se l’intestatario della carta di circolazione concede in comodato d’uso, per più di trenta giorni, l’utilizzo del proprio veicolo a una terza persona (ovviamente diversa dal familiare convivente), quest'ultima deve chiedere, entro 30 giorni, l’aggiornamento del libretto di circolazione.

Per aggiornare il libretto con lo stesso intestatario della patente occorre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la quale il comodante attesta di aver posto il veicolo nella disponibilità del comodatario, la fotocopia di un valido documento di identità del comodante e la ricevuta di un versamento di 16,00 euro sul c.c.p. n. 4028 e di 9,00 euro sul c.c.p. 9001. Dopodiché verrà emesso un tagliando di aggiornamento nel quale saranno annotate le generalità del comodatario, la scadenza del comodato e la dicitura “Comodato-Intestazione temporanea effettuata ai sensi dell’art. 94, comma 4-bis c.d.s.”.

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