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Moto: le proposte della Commissione Europea sulla sicurezza

pubblicato il 10 aprile 2012
Moto: le proposte della Commissione Europea sulla sicurezza

Secondo i dati sugli incidenti stradali in Europa, le moto sono ancora poco sicure e i motociclisti troppo vulnerabili. La Commissione Europea si è riunita per parlare di sicurezza stradale e tra i provvedimenti proposti  spiccano l’introduzione dell’ABS di serie e l’airbag obbligatori da indossare.

Nel 4° Piano d’Azione sulla Sicurezza Stradale approvato dalla Commissione Europea sono contenute varie proposte per garantire una migliore sicurezza su strade e autostrade europee. L’obiettivo è ridurre gli incidenti stradali, in particolare quelli mortali, di un ulteriore 50% rispetto ai precedenti propositi.

Tra le principali cause degli incidenti vengono citate lo stato d’ebbrezza e la velocità, ma la distrazione continua a mietere troppe vittime, basta pensare che la maggior parte degli incidenti che vede coinvolte auto e moto nasce da un problema sul diritto di precedenza.

Ma vediamo in breve i provvedimenti contenuti nel 4° Piano d’Azione sulla Sicurezza Stradale:

- Installazione ABS di serie:  il sistema di assistenza alla frenata. La proposta lo vede obbligatorio su tutte le nuove motociclette prodotte. La sola proposta ha creato molte polemiche sui costi di realizzazione dei sistemi di Abs.

- Obbligo di indossare gli airbag mentre si è alla guida delle due ruote.

- E-call, proposto come obbligatorio: è il sistema per le chiamate di emergenza veicolari che riduce sensibilmente i tempi di risposta dei servizi d’emergenza. La chiamata e-Call può essere effettuata manualmente o automaticamente grazie all’attivazione dei sensori presenti nel veicolo. In caso d’incidente viene effettuata automaticamente una chiamata d’emergenza al numero 112 via rete cellulare che potrà comunicare luogo, ora e descrizione del veicolo.

- Luci accese automatiche: in realtà si tratterebbe di una presa visione, più che di una legge d’imposizione. I produttori di moto, infatti, sin dall’anno 2004 hanno iniziato a commercializzare in Europa moto dotate di questo sistema. Il semplice dispositivo, una volta acceso il motore, attiva autonomamente le luci anabbaglianti.

- Nuovi standard per l’abbigliamento specifico: non esiste ancora un sistema chiaro e comprensibile per capire quali indumenti protettivi siano obbligatori e quali no.

- Revisione biennale obbligatoria. In Italia questa regola è già in vigore, in altri Stati dell’UE no.

La risposta sui costi inaccessibili degli Abs

Bosch dopo tutte le polemiche sui costi di realizzazione dei sistemi Abs risponde e spiega quale sarà il costo reale. Un sistema ABS come noi lo consegniamo alle case costruttrici, completo quindi di centralina-pompa, sensori e quant’altro, ha un costo di circa 200 euro. A questo poi bisogna aggiungere i costi di installazione e messa a punto, che per l’acquirente finale significa una cifra compresa entro i 500 euro sul prezzo di vendita della moto.

“Bisogna tenere presente che queste cifre sono riferite al mercato attuale ed ai suoi numeri. Quando l’ABS sarà obbligatorio, si passerà da migliaia di unità vendute ed installate a centinaia di migliaia di unità, con un prezzo che calerà decisamente”. Queste le parole dell’ing. Erik Gola del reparto sviluppo Bosch in un incontro in occasione di un test ufficiale che si è tenuto sul circuito di Vairano. Gola continua “Le cifre di cui si parla, che hanno frenato l’estensione dell’obbligatorietà, sono totalmente fuori logica ed i timori delle case ingiustificati”.

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