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Constatazione amichevole di incidente: come si compila? Il 50% degli italiani è in difficoltà

pubblicato da il 10 settembre 2012
Constatazione amichevole di incidente: come si compila? Il 50% degli italiani è in difficoltà

A quanto pare gli automobilisti italiani mostrano poco sangue freddo quando vengono coinvolti in un incidente stradale, anche se di lieve entità: secondo una ricerca compiuta da Direct Line, infatti, il 50% del campione intervistato ha ammesso di trovarsi in seria difficoltà nel compilare il CAI, il modulo di constatazione amichevole di incidente che, ricordiamolo, pur non essendo obbligatorio risulta molto utile per ottenere rapidamente i rimborsi dalle assicurazioni ed evitare contestazioni ed altre seccature.

Sembra che siano l’ansia e il panico post-incidente a confondere le idee di una buona metà della popolazione automobilistica del Belpaese: la prassi corretta vorrebbe che, subito dopo aver adempiuto ad ogni procedura per evitare il coinvolgimento di altre auto e salvaguardare l’incolumità di chi è rimasto coinvolto, le parti in causa compilino in ogni sua parte, e con estrema precisione dei particolari, il cosiddetto “modulo blu”. E invece accade tutto il contrario, tra chi chiama casa in cerca di aiuto (lo fanno soprattutto i più giovani) o chi preferisce rivolgersi subito alla polizia stradale senza averne constatata prima l’effettiva necessità, oppure più semplicemente sbagliando ad inserire i dati od omettendone alcuni.

Comportamenti che, seppur in parte giustificati dal prevedibile stato di agitazione, possono determinare irrevocabili conseguenze in sede di accertamento delle responsabilità dell’incidente da parte delle compagnie assicurative: il modulo di constatazione amichevole dell’incidente, firmato da entrambi le parti coinvolte, vale come documento ufficiale di riconoscimento dell’accaduto e non può essere mai modificato a posteriori, neanche adducendo la scarsa lucidità al momento della sua compilazione (anche se la recente giurisprudenza ha proposto un paio di sentenze che mettono in dubbio questo “dogma”). In parole povere, inserendo dati sbagliati o incompleti sul CAI, si corre il rischio di un’errata ricostruzione del sinistro con tutte le ovvie conseguenze in tema di risarcimento.

È quindi fondamentale che negli attimi immediatamente successivi a un incidente le persone coinvolte recuperino interamente la propria concentrazione, mettendo altresì da parte la pur giustificabile agitazione. Il consiglio degli esperti è quello di provare a rilassarsi qualche minuto (più facile a dirsi che a farsi, ok, ma proviamoci) prima di iniziare a compilare il CAI.

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