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Danno alla persona: il risarcimento in Italia e nei principali paesi dell’UE

pubblicato da il 14 novembre 2014
Danno alla persona: il risarcimento in Italia e nei principali paesi dell’UE

L’IVASS ha pubblicato un’interessante analisi in materia di risarcimento del danno alla persona, secondo le norme vigenti nei sistemi risarcitori in Italia e nei suoi quattro principali competitor dell’Unione Europea: Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Il raffronto è limitato a singole casistiche, sia di particolare rilievo quali morte e invalidità grave, che a macrolesioni medie e a microlesioni più frequenti.

La ricerca ha purtroppo messo in luce notevoli differenze tra i cinque Paesi osservati, ancora lontani dall’essere armonizzati come invece richiederebbe la comune appartenenza all’UE. In particolare, è emerso che in caso di morte gli assicurati italiani ricevono il risarcimento non patrimoniale (il cosiddetto “danno biologico”) più elevato in assoluto, mentre nel caso di lesioni molto gravi (pari ad almeno il 90% di invalidità permanente) gli italiani in genere ottengono un risarcimento complessivo inferiore agli altri paesi, ad eccezione della Spagna, a causa della forma di liquidazione spesso forfettaria del danno di tipo patrimoniale dovuta alla presenza di prestazioni a carico del S.S.N.

Nel caso di macrolesioni con invalidità permanente del 25%, i risultati mostrano invece che l’assicurato italiano ottiene il risarcimento non patrimoniale migliore tra quelli esaminati, a differenza di quanto accade per le microlesioni al 5% di i.p., che la tabella unica attualmente in vigore nel nostro Paese ha portato al di sotto della Francia.

In sintesi, quindi, gli assicurati italiani riceverebbero più di quanto pagano nei casi di morte e macrolesioni con invalidità permanente al 25%, e meno in caso di macrolesioni con 90% di i.p. e di microlesioni col 5% di i.p.

Un risultato che confermerebbe la teoria secondo cui gli assicurati italiani pagano premi Rc auto nettamente più elevati degli altri Paesi, come è universalmente noto, anche a causa di una migliore e più ampia controprestazione assicurativa in caso di morte e per le macrolesioni non gravi. Per quelle gravissime il rapporto sarebbe tuttavia inferiore a quello della media europea. L’analisi dell’IVASS conferma anche l’effetto dell’introduzione in Italia delle tavole unitarie per invalidità permanente  fino al 9%, che posizionerebbero il suo valore al di sotto di quello degli altri Paesi aventi strutture tabellari almeno di riferimento.

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