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Attestato di rischio: consigli per risparmiare sull'assicurazione auto

pubblicato da il 20 maggio 2016
Attestato di rischio: consigli per risparmiare sull'assicurazione auto

L'attestato di rischio, quel documento che descrive nei minimi dettagli la storia assicurativa dell’intestatario di una polizza RC auto (e che dall'anno scorso viene consegnato soltanto in formato elettronico), può consentire di risparmiare sull'assicurazione auto a patto di conoscere con esattezza tutte le voci che ne fanno parte. I dati presenti sull'attestato di rischio sono infatti fondamentali per stabilire la tariffa dell’assicurazione obbligatoria, sia che venga sottoscritta con la vecchia che con una nuova compagnia. Vediamo quindi quali passi deve compiere un “assicurato previdente” per non farsi trovare impreparato.

Innanzitutto è necessario sapere dove si trova l'attestato di rischio. Una volta le compagnie lo inviavano in formato cartaceo almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza, mentre dal 1° luglio 2015 è disponibile solo sul sito web della propria compagnia assicurativa, in un’area riservata dove l’assicurato può consultarlo in qualsiasi momento. Qualora (ma è un'eventualità rara) l'attestato elettronico non venga messo a disposizione entro 30 giorni dalla data di scadenza, va segnalato con urgenza alla compagnia.

Una volta individuato il documento, bisogna capire cosa (e dove) leggere per avere ben chiara la propria posizione assicurativa: il parametro chiave è la Classe Universale (CU), il cui valore è compreso tra 1 e 18. Tanto più basso è il valore, tanto il profilo dell'assicurato è considerato più affidabile, e viceversa. Inoltre sull’attestato di rischio si trova il numero di sinistri causati nell’ultimo quinquennio, che indica perciò quanto l'intestatario debba considerarsi “a rischio incidente”: maggiore è il rischio, più salato è il costo della RC auto.

Il terzo punto riguarda coloro che decidano di non sottoscrivere alcuna polizza RC auto per alcuni anni (perché hanno dovuto vendere l'auto, perché gli hanno sospeso la patente o per un qualsiasi altro motivo): in caso di cessazione, sospensione o mancato rinnovo del contratto di assicurazione, l'ultimo attestato di rischio conseguito conserva validità per un periodo di cinque anni, dopodiché cessa di esistere e l'intestatario deve ripartire dalla costosissima classe di ingresso 14, la stessa dei neopatentati. Questa norma, che pochi conoscono o ricordano, ha messo in seria difficoltà numerosi automobilisti, quindi è meglio non sottovalutarla.

In definitiva, il “trucco” per risparmiare consiste nel saper sfruttare a proprio vantaggio un attestato di rischio immacolato o quasi (classe bassa, zero o pochi incidenti), chiedendo sconti alla propria compagnia o preventivi alle altre, utilizzando anche gli utili comparatori online.

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