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Assicurazioni contro le alluvioni: in Italia ci stanno pensando

pubblicato da il 16 novembre 2012
Assicurazioni contro le alluvioni: in Italia ci stanno pensando

Gli eventi climatici in Italia sono da parecchi anni in continua mutazione e purtroppo quelli che una volta erano considerati fenomeni naturali eccezionali, come per esempio le alluvioni e gli smottamenti del terreno, adesso sono diventati una pericolosa consuetudine. Del resto le recenti cronache hanno per l’ennesima volta dimostrato che abitare in certe zone del nostro Paese (Liguria, Toscana, Umbria ma anche Sicilia e non solo) sia ormai diventato un rischio, naturalmente anche a causa dei disastri ambientali compiuti dall’uomo negli scorsi decenni di cui soltanto adesso stiamo pagando il salatissimo conto.

Il fenomeno non poteva non attirare l’interesse delle compagnie d’assicurazione, giustamente propense a coprire i rischi di eventi catastrofici legati al clima che da un giorno all’altro possano portare via la casa o mettere in ginocchio le attività imprenditoriali. Insomma, una polizza assicurativa specifica che tuteli i consumatori non solo contro il furto o gli incendi (al momento in Italia le assicurazioni standard sulla casa non coprono il rischio di alluvione) ma anche contro i violenti fenomeni atmosferici, perché no?

Anche perché, come riporta Class Meteo, un recente sondaggio condotto su oltre 400 aziende nel mondo, di sicuro non le più piccole, ha rivelato che il 37% di queste già percepisce l’impatto dei cambiamenti climatici sul proprio giro di affari e l’81% vede profilarsi un rischio materiale, con la conseguenza che tutte hanno già attivato misure e strategie (persino inserendo nel proprio staff delle persone che si occupino esclusivamente del climate change) per ridurre al minimo i rischi.

In Italia, dove i recenti danni causati dagli eventi alluvionali sono stati ingenti e hanno portato a una situazione drammatica che non può essere sostenuta soltanto con gli aiuti di uno Stato economicamente già alla canna del gas, è stato lo stesso capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, a sostenere che, attualmente, l’unica soluzione è che i cittadini si assicurino in maniera obbligatoria affinché tocchi poi alle società d’assicurazione sostenere le maggiori spese per la ricostruzione. D’altronde in molte nazioni questo avviene da tempo e il meccanismo sembra funzionare magnificamente bene perché le persone assicurate hanno tutto l’interesse, per pagare un premio più basso, a trasformarsi in cittadini virtuosi riducendo la vulnerabilità dei propri beni (case, aziende, terreni, ecc.) e investendo nella sicurezza. Perché da noi non si dovrebbe fare altrettanto?

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