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Assicurazioni auto: come funzionano le telecamere per leggere le targhe

pubblicato da il 12 giugno 2015
Assicurazioni auto: come funzionano le telecamere per leggere le targhe

Come è ormai noto da tempo, in ambito assicurazioni auto stanno avvenendo cambiamenti epocali, dettati dalla necessità di semplificare l’intera procedura di stipula e gestione di un contratto RC auto e, soprattutto, dalla volontà di creare un valido strumento di deterrenza contro le frodi, che al momento consentono a circa 3,5 milioni di vetture di circolare senza assicurazione obbligatoria o con un’assicurazione falsa. I due step più importanti del processo innovativo riguardano la dematerializzazione dell’attestato di rischio, in vigore dal prossimo 1° luglio, e l’abolizione del tagliando cartaceo sul parabrezza in luogo di quello “elettronico” (dal 18 ottobre).

Tra pochi mesi quindi, la regolarità delle vetture circolanti su strada verrà accertata non più soltanto con gli occhi dei vigili urbani e dalla polizia stradale, ma attraverso il prezioso ausilio di dispositivi tecnologici collegati a una banca dati ministeriale, aggiornata dalle imprese assicuratrici, che mediante la “lettura a distanza” della targa dei veicoli in transito saranno in grado di verificare in tempo reale la validità della copertura RC auto.

Esistono in commercio diversi tipi di dispositivi tecnologici o telecamere a distanza, in grado di rilevare con la semplice lettura della targa non solo l’assicurazione di una vettura ma anche altre irregolarità come la revisione scaduta, il fermo amministrativo o l’ingresso in Ztl fuori dall’orario consentito, e sono già in dotazione presso numerosi comuni italiani.
Il loro funzionamento è piuttosto standard: le telecamere rilevano le targhe degli automezzi di passaggio o in sosta e inviano in real time alla centrale operativa e a qualsiasi device mobile in dotazione delle forze dell’ordine, mediante trasmissione TCP/IP, la segnalazione di eventuali vetture non assicurate, non revisionate, rubate, ecc. I dispositivi possono essere usati sia in modalità fissa, purché gestita da un operatore, oppure in movimento, ossia montati direttamente all'interno delle vetture di servizio. Una volta ricevuta la segnalazione, per le forze di polizia diventa molto più facile intervenire, conoscendo già in anticipo la vettura da controllare, e sanzionare le eventuali irregolarità.

In realtà si potrebbe fare ancora meglio eliminando il passaggio “identificazione targa sospetta - segnalazione alle forze dell’ordine”, che rallenta leggermente la procedura di intervento, permettendo invece ai dispositivi elettronici a distanza di sanzionare direttamente le violazioni. Sarebbe bello ma non si può, perché la normativa vigente non consente di applicare sanzioni per la mancata copertura assicurativa in automatico. Non è infatti un caso che le compagnie, rappresentate dall’ANIA, stiano spingendo per una modifica in tal senso.

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