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Assicurazioni auto: Federconsumatori e Comune di Napoli chiedono la tariffa unica

pubblicato da il 13 maggio 2015
Assicurazioni auto: Federconsumatori e Comune di Napoli chiedono la tariffa unica

Continuano in ambito assicurazioni auto le iniziative a favore della cosiddetta tariffa unica nazionale, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe abbattere le forti diseguaglianze territoriali sui costi della RC auto. Nel corso di un recente incontro, infatti, Comune di Napoli e Federconsumatori hanno presentato nuove azioni congiunte atte a contrastare i prezzi spropositati delle polizze automobilistiche nel sud Italia e nel capoluogo campano in particolare, ribadendo il pieno supporto alla proposta di legge di iniziativa popolare “Tariffa Italia” che mira proprio all’introduzione della tariffa unica.

I relatori presenti all’incontro hanno snocciolato cifre piuttosto impietose che, nonostante un leggero riallineamento registrato nelle ultime settimane, continuano a evidenziare forti discrepanze geografiche tra le tariffe RC auto in Italia. Una situazione a loro dire non più tollerabile se si pensa che, secondo gli ultimi dati forniti dall’ANIA, gli italiani già spendono in media 231 euro in più rispetto agli automobilisti di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna (e le cose non vanno meglio nel settore assicurazioni moto). Una differenza importante che diventa addirittura abissale se si prendono in considerazione solo determinate regioni, Campania in primis.

Qualche numero? Nel mese di aprile il premio medio annuo della RC auto in Italia è stato di 555,00 euro (fonte Osservatorio RC auto Facile.it). Ebbene, nello stesso periodo i guidatori lombardi hanno pagato soltanto 433,04 euro (-21,97% rispetto alla media nazionale), mentre i loro colleghi campani hanno dovuto scucire 925,49 euro (+66,75% sulla media italiana), con uno squilibrio di quasi 500 euro a loro sfavore! La situazione risulta poi ancora più critica in provincia di Napoli, dove il premio medio RC auto è di 966,27 euro all’anno (a Milano è di 447,71 euro), superiore addirittura alla già sufficientemente tragica media regionale.


Le compagnie assicurative ribattono sostenendo che tali differenze tariffarie sono giustificate da una maggiore sinistrosità del Mezzogiorno e soprattutto della Campania (e purtroppo da un numero superiore di frodi), ma Federconsumatori e Comune di Napoli rispondono con i dati Istat relativi ai sinistri in Italia nel triennio 2011-2013, secondo cui le regioni con i tassi di mortalità più contenuti sono state Basilicata, Lombardia, Calabria, Sicilia e, sorpresa delle sorprese, Campania, mentre livelli più alti si sono verificati in Molise, Emilia-Romagna, Sardegna, Umbria e Friuli-Venezia Giulia.

E allora come se ne esce? Difficile dirlo. Gli automobilisti campani possono sperare nella proposta di legge di iniziativa popolare “Tariffa Italia” ma, come era prevedibile, il suo percorso si sta rivelando irto di ostacoli, come ha confermato  Enrico Panini, assessore al Lavoro e alle Attività produttive del Comune di Napoli con delega alla Tutela dei Consumatori: “Noi non ci arrendiamo ma dobbiamo constatare che le lobby rispetto ai lavori del Parlamento sono molto potenti…”

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