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Assicurazione obbligatoria per le bici? Una bufala del web

pubblicato da il 9 aprile 2014
Assicurazione obbligatoria per le bici? Una bufala del web

La notizia, apparsa in rete negli ultimi giorni e riportata anche da testate autorevoli e prestigiose, ha fatto tremare milioni di ciclisti in Italia e nel resto del vecchio continente: sembrava infatti che l’Unione Europea avesse iniziato l’iter per istituire l’assicurazione, quella che normalmente si paga ogni anno per tutti i veicoli a motore, anche per le biciclette. Ma non solo, la stessa “velina” informava che nei piani dell’UE c’era anche l’intenzione di introdurre l’obbligo del patentino di guida per tutti i ciclisti, simile a quello in vigore per i ciclomotori.

Apriti cielo! La vecchia e inestirpabile abitudine di non controllare le fonti delle notizie, che coinvolge un buon 80% degli internauti, ha per qualche momento mandato nel panico tanti appassionati delle due ruote a pedali, che hanno preso d’assalto portali d’informazione e forum specializzati per riversare tutta la loro rabbia nei confronti dell’ennesimo balzello decretato dalle odiate istituzioni politiche. Anche perché le cifre che circolavano non erano mica da ridere: si parlava infatti di un premio annuale di ben 350 euro per l’assicurazione bonus malus e 16 euro per il bollo (da attaccare dove? Sul manubrio della bici?). Tariffe fuori dal mondo in tempi di grave crisi economica.

Tra l’altro le angherie per i poveri ciclisti non finivano certo con l’assicurazione: la news riportava anche l’obbligo d’utilizzo di un caschetto omologato E3, l’installazione di apposite luci di posizione diurne e notturne per la massima visibilità del percorso, oltre che di particolari segnali di stop e addirittura di frecce lampeggianti come quelle di auto e moto. Per non parlare del temutissimo patentino, che avrebbe costretto ciclisti di ogni età, anche i bambini e gli anziani, a un bel ripasso del codice della strada per sostenere l’esame di guida. Cosa che in verità sarebbe vivamente auspicabile, visto l’alto numero di ciclisti che si mettono in strada senza conoscere le più elementari nozioni di sicurezza stradale.

Alla fine la bufala è stata scoperta e le polemiche sono rientrate (c’era già chi aveva minacciato di boicottare le imminenti elezioni europee). Del resto non siamo mica come in Svizzera, dove la responsabilità civile per le biciclette è esistita per davvero ed è stata in vigore fino al 2012. Poi l’hanno abolita perché superflua, visto che il 90% dei cittadini della Confederazione dispone già di un’assicurazione di responsabilità civile privata. Decisamente un altro pianeta.

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