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ASPI: la nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego in vigore dall'1-1-2013

pubblicato da il 28 dicembre 2012
ASPI: la nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego in vigore dall'1-1-2013

Entra in vigore dal 1° gennaio 2013 la nuova Assicurazione Sociale Per l’Impiego, più nota con l’acronimo ASPI, che va a sostituire l'indennità per la disoccupazione involontaria e, dal 2017, anche l'indennità di mobilità. Le novità più importanti introdotte dall’ASPI riguardano l’ampliamento delle categorie tutelate, l’aumento della misura e della durata delle indennità erogabili e il sistema di finanziamento che d’ora in poi sarà alimentato da un contributo ordinario e da maggiorazioni contributive.

Per beneficiare dell’ASPI è necessaria e sufficiente un’anzianità assicurativa pari a due anni oltre a un anno di contribuzione nel medesimo biennio. Possono richiederla i lavoratori dipendenti del settore privato compresi gli apprendisti; sono invece esclusi i co.co.pro, gli operai agricoli, i religiosi, i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni e i giornalisti.

Vediamo adesso a quanto ammonta e per quanto tempo viene elargita la nuova indennità: per le retribuzioni mensili fino a 1.180 euro l’indennità ASPI è pari al 75%, un aumento importante visto che l’attuale indennità di disoccupazione si ferma al 60%. Tuttavia per le retribuzioni superiori a questa soglia si ha comunque diritto al 25% della parte eccedente con un tetto massimo calcolato per il 2013 in 1119,32 euro.
L’ASPI viene elargita per 18 mesi agli over 55 e per 12 mesi alle fasce d’età inferiori. È però prevista una diminuzione del 15% dell’importo dopo i primi 6 mesi e di un altro 15% dopo il primo anno. Solo per il 2013 il periodo di transizione prevede 8 mesi di indennità per chi ha meno di 50 anni e 12 mesi per gli over 50.

L’ASPI, oltre che dallo Stato, è previsto che sia finanziata anche dal datore di lavoro con una contribuzione fissa pari all’1,31% e una aggiuntiva dell’1,4% per i contratti a termine. Il datore di lavoro che trasforma un contratto a termine in uno a tempo indeterminato può chiedere il recupero del contributo aggiuntivo per un massimo di sei mensilità. Prevista inoltre la possibilità di trasformare l’indennità ASPI in liquidazione.

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