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RC auto: in Italia più cara dell’80% rispetto alla Germania

pubblicato da il 22 febbraio 2013
RC auto: in Italia più cara dell’80% rispetto alla Germania

Che in Italia le tariffe dell'RC auto fossero tra le più alte d’Europa lo sospettavamo da tempo e, a conferma di questa inaccettabile tendenza, viene oggi diffusa un’indagine conoscitiva dell’Antitrust che in qualche maniera certifica, con dati e numeri incontrovertibili, l’enorme differenza di “trattamento” riservataci rispetto agli altri stati europei.

I numeri sono agghiaccianti: nel nostro Paese il premio medio della RC auto è infatti più del doppio di quelli in vigore in Francia e Portogallo, supera quello tedesco dell'80% circa e quello olandese di quasi il 70%. La crescita dei prezzi per l'assicurazione sul periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia.
Allo stesso tempo, sempre secondo l’analisi dell'Antitrust, l’Italia si caratterizza per la frequenza sinistri e il costo medio dei sinistri più elevati tra le principali nazioni dell’Unione Europea: in particolare, la frequenza sinistri è quasi il doppio di quella in Francia e in Olanda e supera di circa il 30% quella in Germania; il costo medio dei sinistri in Italia supera quello della Francia di circa il 13%, quello della Germania di oltre il 20% ed è più del doppio di quello del Portogallo. Viceversa, e qui si spiegano molte cose, il numero delle frodi accertate ai danni delle compagnie assicurative in Italia appare quattro volte inferiore a quello accertato dalle compagnie nel Regno Unito e la metà di quello accertato in Francia.

Le tipologie di clienti più penalizzate da questo ingiustificato e indiscriminato aumento dell'RC auto sono stati i pensionati con vetture di piccola cilindrata, i giovani con ciclomotori e i quarantenni con i motocicli. Gli aumenti annui medi delle polizze a livello provinciale sul periodo 2007-2010 hanno raggiunto il 20% all'anno nel caso di un neo-patentato con un'autovettura di piccola cilindrata, il 16% all'anno per un quarantenne con un'autovettura di media cilindrata, il 9-12% all'anno per un pensionato con un'autovettura di piccola cilindrata, il 12-14% all'anno per un diciottenne con un ciclomotore e superato addirittura il 30% annuo per un quarantenne che assicura un motociclo. Le province nelle quali sono stati riscontrati gli aumenti più consistenti sono localizzate nella gran parte dei casi nel Meridione.

A conclusione della sua (impietosa) indagine l’Antitrust ha suggerito quali possano essere le due mosse più urgenti da adottare per ridurre il gap: innanzitutto la modifica del sistema del risarcimento diretto attraverso l’introduzione di meccanismi che incentivino il controllo dei costi da parte delle compagnie, in modo da recuperare efficienza e trasferirne i benefici ai consumatori in termini di premi più bassi. Poi, non meno importante, l’introduzione di nuovi modelli contrattuali che consentano, a fronte di sconti consistenti da garantire all'assicurato, la riduzione dei costi tramite lo sviluppo del risarcimento in forma specifica o dietro fattura.

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