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Ritardo Banda Larga: si indaga sulla libera concorrenza

pubblicato da il 22 gennaio 2014
Ritardo Banda Larga: si indaga sulla libera concorrenza

Agli ultimi posti in Europa per velocità della rete internet, l’Italia si interroga sui motivi di questo ritardo e cerca soluzioni immediate, richieste a gran voce dall’Europa, oltre che da privati e imprese a caccia di competitività sui mercati. Mentre i principali operatori si adoperano per accrescere la copertura delle nuove reti fisse NGN e mobili LTE, prosegue l’impegno del Governo nell’esame della particolare situazione italiana: l’obiettivo è rimuovere ogni ostacolo lungo la strada che porta all’innovazione del Paese.

I dati Digital Scoreboard 2013, d’altra parte, la dicono lunga sulla situazione in Italia, ultima in Europa in fatto di reti di nuova generazione con il 14% delle famiglie raggiunte dal servizio, contro il 53,8% della media europea (dati di fine 2012). Le connessioni con velocità superiore a 30 Mbps e 100 Mbps (al 14% e al 3% in Europa) stentano ancora a decollare e ciò costituisce un freno allo sviluppo, come più volte ribadito da Neelie Kroes, commissario europeo per l'Agenda Digitale.

In tal direzione però, si muovono due importanti iniziative promosse, rispettivamente, dall’Agenda Digitale italiana e da Agcom insieme all’Antitrust. La prima, per la quale è ormai imminente la pubblicazione di un dossier molto atteso, vede il commissario Francesco Caio affiancato da due illustri esperti di fama mondiale, Gerard Pogorel e Scott Marcus, al lavoro per stabilire target e qualità dell’impegno delle Telco. In una recente intervista alla Rai, Caio ha anticipato: “Siamo molto indietro sulle reti di nuova generazione sulle quali passano filmati e musica ... Abbiamo esaminato quello che i gestori hanno intenzione di fare. Fra pochi giorni faremo il punto della situazione. Ci sono aree in cui queste nuove reti non arrivano, bisognerà capire come il Governo e le altre istituzioni potranno intervenire”.

Un possibile intervento del Governo, come accennato, passa dall’indagine avviata congiuntamente da Agcom e Antitrust. Anche in questo caso, tutto ruota intorno alle grandi aziende di telecomunicazioni che operano nel nostro Paese, ma con un occhio vigile più che interessato. In particolare, nei giorni scorsi i garanti per le comunicazioni e la concorrenza hanno annunciato l’inizio di un’analisi sull’operato delle Telco: sotto esame sono “l’evoluzione degli scambi, il comportamento dei prezzi od altre circostanze che facciano presumere che la concorrenza sia impedita, ristretta o falsata”. A far scattare l’indagine conoscitiva, spiega la nota ufficiale, sono stati alcuni indicatori che spaziano dal già citato ritardo sulle reti di nuova generazione all’elevata quota di mercato dell’operatore incumbent, fino alle difficoltà segnalate da alcuni gestori nell’accesso al mercato, soprattutto su rete fissa. Agcom e Antitrust, spiega ancora la nota, si occuperanno di indagare “l’evoluzione della concorrenza statica e dinamica nel mercato dei servizi di accesso e sulle prospettive di investimento nelle reti di telecomunicazioni a banda larga e ultra-larga”.

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