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La Buona Scuola punta sulle nuove tecnologie

pubblicato da il 9 settembre 2014
La Buona Scuola punta sulle nuove tecnologie

Istruzione e progresso tecnologico viaggiano a braccetto nel nuovo progetto di scuola digitale, elaborato dal Governo guidato da Matteo Renzi nell’ambito del programma di rilancio ribattezzato La Buona Scuola. Dodici punti chiave, quelli passati in rassegna nella proposta, che hanno per obiettivo quello di ammodernare l’istruzione in Italia e preparare i giovani al futuro.

Un domani che non può prescindere dalle nuove tecnologie e, in primis, da internet. Come sottolinea lo stesso documento del Governo, infatti, ad oggi “solo il 10% delle nostre scuole primarie e il 23% delle nostre scuole secondarie è connesso ad internet con rete veloce”. Il dato è allarmante, ma riflette l’arretratezza cronica dell’Italia in fatto di Banda Larga e di propensione alle nuove tecnologie, tutti gap da colmare per il raggiungimento dell’agognata competitività nei confronti (almeno) degli altri paesi europei.

In una Nazione dove internet veloce non arriva nelle scuole e, se lo fa, ciò avviene solo nelle segreterie e nei laboratori, il piano del Governo intende portare la connessione nelle classi ed ottenere così quell’innovazione didattica che la Rete può abilitare. “Non saremo soddisfatti fino a quando l’ultima scuola dell’ultimo comune d’Italia non avrà banda larga veloce, wi-fi programmabile per classe (con possibilità di disattivazione quando necessario) e un numero sufficiente di dispositivi mobili per la didattica - recita il testo de la Buona Scuola -, anche secondo la modalità sempre più adottata del BYOD (Bring Your Own Device, porta il tuo dispositivo), per cui la didattica viene fatta sui dispositivi di proprietà degli studenti e le istituzioni intervengono solo per fornirle a chi non se lo può permettere”.

Tutti obiettivi, dalle connessioni veloci ai dispositivi per gli studenti, che necessitano di investimenti. Da parte sua, il Governo sa di non dover commettere gli errori fatti in passato, come per le costose Lavagne Interattive Multimediali (LIM), e di puntare sulle sinergie tra le risorse nazionali, regionali e private.

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