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Fibra ottica, la banda larga si fa spazio tra le reti di luce, gas e acqua

pubblicato da il 18 giugno 2015
Fibra ottica, la banda larga si fa spazio tra le reti di luce, gas e acqua

La connettività a internet veloce è diventata un bene primario per il Paese e la dimostrazione arriva dal progetto del Governo di far correre le reti in fibra ottica accanto a quelle dei servizi primari, come luce, gas e acqua. L’idea di sfruttare gli spazi esistenti, senza la necessità di aprire nuovi cantieri da zero, potrebbe rivelarsi la soluzione ideale per la transizione definitiva dall’ADSL alla fibra ottica, ma l’intera operazione rischia di finire nel cassetto.

Nonostante la disponibilità annunciata dai gestori di luce, gas e acqua, da Enel al Gruppo Iren solo per citare due delle realtà più coinvolte, la bozza del decreto “Comunicazioni” pare stia subendo rallentamenti e i motivi non stanno certo negli interessi del Paese e delle TLC. Tra le problematiche emerse negli ultimi giorni e che stanno ostacolando la presentazione del decreto all’Unione Europea, ci sono innanzitutto le coperture finanziarie per gli incentivi pensati dal Governo e strutturati su più livelli.

Oltre alla liquidità complessiva, un ostacolo è rappresentato dalla natura stessa degli incentivi: l’Europa potrebbe approvare gli aiuti per le zone in digital divide, ma non per migliorare i servizi nelle aree già coperte dalle reti in fibra ottica. Passare dai 100 Mbps di velocità ai 100 Mbps “sicuri”, infatti, non rappresenta una priorità per l’Europa che punta invece all’obiettivo dell’80% della popolazione coperta dalla connettività a banda larga, secondo una logica comprensibile e ribadita nelle scorse settimane da un esperto del calibro di Scott Marcus. Allo stesso modo, i voucher destinati agli utilizzatori finali, pensati sotto forma di incentivi e sconti per la sottoscrizione di un’offerta fibra, rappresentano un’altra incognita di spesa per il decreto “Comunicazioni”.

La strada dettata dall’Unione Europea per la crescita della copertura a banda larga è chiara e il decreto “Comunicazioni” si muove nella direzione indicata, ma va puntellato prima di pensare al passaggio dalle attuali offerte ADSL a quelle in fibra ottica. Prima di tutto c’è un Paese da cablare e non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli borghi: utility, reti ferroviarie e qualsiasi altra infrastruttura già presente, offrono la possibilità di risparmiare circa un quinto dei 100 euro al metro che oggi occorrono per un nuovo cantiere per la fibra. Senza dimenticare che, a differenza di quanto è accaduto in passato, questo tipo di approccio potrebbe garantire simili condizioni di accesso al mercato per tutti gli operatori di TLC, a tutto vantaggio della concorrenza e dei prezzi per il cliente.

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