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Bitcoin: la moneta di internet tra speranze e scandali

pubblicato da il 31 gennaio 2014
Bitcoin: la moneta di internet tra speranze e scandali

Internet vuole la sua moneta elettronica, ma l’era del Bitcoin è già a rischio. Nato nel 2009 e diventato un punto di riferimento per i cybernauti più esperti, il Bitcoin è al centro di forti polemiche per quelli che in molti ritenevano i suoi punti di forza: indipendenza ed intracciabilità.

A pochi giorni dall’apertura di eBay US e UK all’avvento del Bitcoin come moneta per le transazioni, dagli Stati Uniti è rimbalzata la notizia dell’arresto di Charlie Shrem e Robert Faiella, due dei padri del BTC. L’accusa mossa loro dalla Corte Federale di New York è pesante: riciclaggio di denaro proveniente dal traffico illegale di droga, ovviamente online, attraverso la piattaforma Skil Road. In dettaglio, secondo il procuratore Preet Bharara di Manhattan, Shrem e Faiella avrebbero mosso un giro d’affari illegale che si aggirerebbe intorno al milione di dollari.

In attesa di ulteriori sviluppi della vicenda, sono in ora in molti a chiedersi quale impatto avrà questo scandalo sul lanciatissimo futuro dei Bitcoin, a partire dai cybernauti che anche in questo momento li stanno scambiando fino alle grandi aziende che avevano deciso di puntare forte sulla valuta virtuale. Come accennato, infatti, nei giorni scorsi era trapelata la notizia di un imminente debutto dei BTC sulle versioni statunitensi ed inglesi della piattaforma eBay, leader nel mondo del commercio elettronico, e il tweet di David Marcus, presidente di PayPal (Gruppo eBay), lasciava spazio a poche interpretazioni: “Crediamo nel BTC”. In particolare, stando all’autorevole magazine Cnet, il presidente della società che offre servizi di pagamento online stava progettando l’implementazione dei Bitcoin tra i metodi autorizzati da eBay per l’acquisto e la vendita dei prodotti online, anche se in un’apposita categoria. Un’altra parziale conferma era arrivata dall’indiscrezione secondo la quale un venditore inglese sarebbe stato avvisato di dover attendere il 10 febbraio 2014 per iniziare a vendere i propri prodotti nell’area annunci riservata agli scambi in BTC (fonte Reddit).

Le parole pronunciate dallo stesso Marcus nei giorni scorsi, alla luce dello scandalo di Shrem e Faiella, sono suonate però come un triste presagio: “Mi piacciono i Bitcoin. Li Possiedo. Quando il quadro normativo sarà chiaro e calerà la loro volatilità, allora li prenderemo in considerazione”.

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