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Via dubbi da Decreto del Fare: Wi-Fi libero anche in Italia

pubblicato da il 31 luglio 2013
Via dubbi da Decreto del Fare: Wi-Fi libero anche in Italia

Libero Wi-Fi all’interno di alberghi, ristoranti, bar e in tutti gli altri esercizi commerciali che non offrono connessioni a internet come attività prevalente. Il lungo e travagliato percorso del Wi-Fi libero in Italia sembra finalmente giunto a destinazione, grazie all’intervento in extremis di Francesco Boccia (PD), presidente della Commissione Bilancio, che di fatto ha cancellato gli ultimi strascichi del Decreto Pisanu (D.L. n. 144/2005, convertito in legge n. 155/2005).

Approvato con la fiducia alla Camera, il Decreto del Fare con le nuove regole del Wi-Fi non dovrebbe subire ulteriori stravolgimenti prima della conversione definitiva in legge, attesa entro il 21 agosto 2013 con il “sì” del Senato.

Cos’è cambiato, con le modifiche di Boccia, rispetto all’ultima stesura? Quella che sembrava una liberalizzazione a metà, tra scarsa chiarezza e obblighi residui (MAC address), ora è una vera rivoluzione per le connessioni a internet senza fili in Italia. Come accade già da tempo in molti paesi europei e non, infatti, il cliente di una struttura ricettiva o di un negozio potrà usufruire liberamente del Wi-Fi messo a disposizione dal gestore, per il quale non esistono più i macchinosi obblighi di autenticazione e tracciamento.

Soddisfatti i rappresentati degli esercizi commerciali, come nel caso di Fipe-Confcommercio:  “E' una misura che, da un lato, diminuisce i costi per le imprese non più tenute ad effettuare registrazione degli utenti e, dall'altro, eleva la qualità dell'offerta turistica italiana consentendo a chiunque di sedersi in un bar e mettersi in contatto con il mondo, come avviene da tempo nella maggior parte dei Paesi - ha commentato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe - . I pubblici esercizi sapranno fare la loro parte offrendo in modo capillare i collegamenti Wi-Fi e creando una rete diffusa su tutto il territorio”.

La parte più significativa dell’Art 10 del Decreto del Fare (Liberalizzazione dell’allacciamento dei terminali di comunicazione alle interfacce della rete pubblica):

“L’offerta di accesso alla rete internet al pubblico tramite tecnologia Wi-Fi non richiede l’identificazione personale degli utilizzatori. Quando l’offerta di accesso non costituisce l’attività commerciale prevalente del gestore del servizio, non trovano applicazione l’articolo 25 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, e successive modificazioni, e l’articolo 7 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni”.

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